11 Dicembre 2017

Opportunità

Giovanni Lodi

Editoriale

La cosiddetta legge Gelli, promulgata la scorsa primavera, regola aspetti molto importanti riguardanti l'esercizio delle professioni mediche. A proposito di responsabilità penale del professionista, in particolare di reati di omicidio colposo e lesioni colpose, recita: "Qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida [...], in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali".

Questo significa che le linee guida, da strumento utile alle nostre scelte cliniche, sono diventate anche una importante protezione nei confronti del contenzioso penale.

E scusate se è poco.

La stessa legge stabilisce che le linee guida, oltre che "da enti e istituzioni pubblici e privati", dovranno essere elaborate "dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico- scientifiche". Accantonando per il momento i contenuti del decreto ministeriale che stabilisce quali società scientifiche potranno contribuire, mi pare che questa sia un'occasione importante per tutte le professioni mediche. Un'opportunità per integrare i dati della ricerca clinica di qualità nella pratica quotidiana, per garantire ai pazienti trattamenti efficienti ed efficaci, per agire nei confronti di un certo tipo di contenzioso e al contempo porre un freno alla medicina difensiva. O almeno per provarci.

Per l'odontoiatria, almeno quella italiana, tutto questo è assolutamente nuovo. Sarà quindi necessario un grosso lavoro, prima di tutto culturale, perché l'occasione non si trasformi in un'occasione persa. Dovremo decidere quali problemi affrontare (non tutto può essere oggetto di linee guida), che metodi adottare (preparare una vera linea guida è un processo molto complesso), chi includere nei gruppi di lavoro (odontoiatri, certamente, ma anche ricercatori, esperti di salute pubblica, pazienti e, perché no, aziende e altri portatori di interessi). C'è molto da fare, mettiamoci al lavoro.

Tornando per un attimo alle società scientifiche, questa è anche un'occasione (diventata forse una necessità) per razionalizzare le risorse professionali, scientifiche e finanziarie che al momento si disperdono in decine di organizzazioni, alcune delle quali, diciamocelo, assolutamente irrilevanti. Qualcuno ha già iniziato a farlo, con evidenti benefici.

Buona lettura

Prof. Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos


doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.10.2017.01


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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