02 Maggio 2018

La preservazione della vitalità dentaria: un obiettivo fondamentale per la moderna odontoiatria conservatrice

Corso ECM

Matteo Basso, Raimond NB van Duinen, Ivana Miletic

Obiettivi  La vitalità dentaria è un importante fattore prognostico per la sopravvivenza di un elemento dentario. La perdita della vitalità, soprattutto se in fasi precoci di età, preclude molto spesso la possibilità di un mantenimento vitalizio dell’elemento dentario, nonostante possano essere eseguite cure conservative anche sofisticate.

Materiali e metodi  Sono numerosi gli approcci che sono stati descritti in letteratura per preservare la vitalità pulpare. Conservare la vitalità dentaria permette di mantenere un dente più elastico e idratato, un normale sviluppo radicolare (se il momento in cui si è sviluppata la carie cade in fasi precoci di età), la possibilità di ricorrere a terapie conservative anziché a terapie protesiche più invasive e una tipologia di rifacimenti periodici che richiede normalmente meno sacrificio di tessuti sani.

Risultati  Sono passati ormai molti anni dal momento in cui era fondamentale devitalizzare un dente quando alla rimozione della carie si incorreva in un’esposizione della polpa dentaria: ora, la disponibilità di materiali biocompatibili e bioattivi consente di proteggere le zone di polpa esposte, indurre una nuova produzione di dentina e sigillare la parte lesionata. Inoltre, la possibilità di utilizzare materiali da ricostruzione bioattivi – come alcuni biovetri o i cementi vetroionomerici – permette di interagire con la dentina demineralizzata o anche con quella francamente rammollita, consentendo all’operatore di evitare una rimozione massiva di tessuto e limitando il rischio di esposizione pulpare.

Conclusioni  Il clinico è tenuto a conoscere i meccanismi biologici che regolano i processi di guarigione pulpare e l’utilizzo di alcuni materiali bioattivi che possono essere utilizzati a diretto contatto con le cellule della polpa, con i relativi risultati che si possono ottenere in termini di
preservazione della vitalità.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.05.2018.05




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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