03 Settembre 2018

Approccio minimamente invasivo in giovane paziente con trauma dentale

Rubrica Style Italiano

Monaldo Saracinelli, Federico Menghetti

La paziente, sesso femminile, anni 19, giunge in studio chiedendo un intervento di ripristino estetico funzionale in seguito a un incidente motociclistico, occorso circa 30 giorni prima, durante il quale, nonostante la protezione del casco jet, ha riportato un serio trauma facciale.

Soggettivamente riferisce dolore a palpazione e percussione a carico di tutti gli elementi frontali superiori e sensibilità alterata a carico degli stessi, con conseguenti difficoltà funzionali.

All’esame esterno presenta moderato edema del labbro superiore e difficoltà alla fonazione. All’esame obiettivo si riscontra frattura coronale smalto dentinale, non complicata da esposizione pulpare, degli elementi 2.1 e 1.2, avulsione dell’1.1 con infezione e flogosi del relativo processo alveolare e presenza di materiale (presumibilmente resinoso) sopra gli elementi 1.3, 1.2 , 2.1, 2.2, applicato probabilmente in sede di pronto soccorso ospedaliero al momento del ricovero per trauma cranico.

Non si rilevano alterate mobilità dentali, nè dislocamento degli stessi. La gengiva cheratinizzata e il fornice superiore sono rivestiti da un denso accumulo di fibrina. Il test di vitalità al freddo è risultato essere negativo sull’1.2 e decisamente accentuato sul 2.1; nella norma sui restanti elementi.

All‘esame rx endorale si apprezza un sequestro osseo in sede 1.1 causato da una frattura parcellare, frattura coronale 1.2 e 2.1 e lesione periapicale in sede 1.2 con segni di riassorbimento radicolare esterno e allargamento dello spazio parodontale.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.07.2018.10





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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