02 Novembre 2018

Utilizzo razionale dei compositi bulk nella pratica quotidiana

Rubrica Style Italiano

Simone Grandini, Giuseppe Chiodera, Walter Devoto, Angelo Putignano

L’odontoiatria restaurativa ha subito profondi cambiamenti nell’arco degli ultimi anni grazie soprattutto ai nuovi materiali da restauro. Ogni nuova tecnica conservativa ha, tra gli obiettivi più auspicati, l’ottimizzazione dei tempi operatori e la riduzione della variabile operatore.

Su questa base, la tendenza attuale in materia di restauri in composito è quella di abbandonare la tecnica di stratificazione classica per approdare a un più semplice approccio tramite la tecnica del bulk-filling.

Caratteristiche generali

La tecnica bulk-filling prevede la possibilità di riempire ampie cavità in un unico apporto di materiale, anziché ricorrere alla creazione di più strati di composito.

Per poter definire un composito bulk, esso deve possedere determinate caratteristiche:

  • low shrinkage (bassa contrazione da polimerizzazione);
  • low stress (il fattore di cavità profonde 3-4 mm è sfavorevole rispetto al Cfactor di sottili strati di composito; ne deriva la necessità di avere compositi che sviluppino basso stress da contrazione);
  • elevata traslucenza (il materiale deve avere la capacità di farsi attraversare dalla luce in modo diffuso, così da avere un’adeguata profondità di polimerizzazione a ogni livello del restauro).

Sono di recente usciti nel mercato una grande quantità di compositi bulk. Possiamo, per comodità di trattazione, dividerli in due categorie:

  • compositi bulk-filling che necessitano di un capping (strato superficiale) di composito tradizionale;
  • compositi bulk-filling che non necessitano di un capping di composito tradizionale (one-step composites).

Per continuare la lettura scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.09.2018.08




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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