01 Marzo 2019

Gestire i pazienti con OSAS

Intervista all'autore

Lea Fanti

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è un disturbo che interessa una larghissima percentuale della popolazione. L’odontoiatra esperto di medicina del sonno riveste, oggi, un ruolo chiave sia come sentinella nell’individuazione del problema sia come promotore di moderne ed efficaci ipotesi terapeutiche.

È in questo contesto che si inserisce il Manuale pratico “La gestione odontoiatrica del paziente con Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno” che Francesca Milano, Antonio Gracco e Massimiliano Di Giosia hanno realizzato per conto di Edra Editore.

Abbiamo approfondito i contenuti del lavoro con uno degli autori, Antonio Gracco.

Quali sono le peculiarità, professor Gracco, della medicina del sonno in ambito odontoiatrico? Come avete pensato e realizzato il Manuale?
Il fascino intrinseco di questa patologia è indubbiamente la necessità – che è anche un’opportunità – di un approccio multidisciplinare, poiché all’interno di un processo diagnostico/terapeutico delle OSAS l’odontoiatra deve necessariamente confrontarsi anche con delle competenze mediche diverse: otorino, pneumologo, neurofisiopatologo...

Pertanto, la stesura del Manuale ha previsto la presenza tra gli autori di specialisti estremamente qualificati nelle diverse specialità. La struttura del volume presenta tre macro- aree che rispecchiano un ideale percorso di formazione: la descrizione e la diagnosi dei disturbi del sonno; le opzioni terapeutiche; i casi clinici.

È importante sottolineare che questo è il primo testo italiano che affronta questa disciplina riferendosi specificatamente alla figura del medico odontoiatra e al suo ruolo centrale nella diagnosi e nel trattamento della patologia.

I compiti che competono all’odontoiatra esperto in medicina del sonno sono sostanzialmente due: riconoscere un paziente che potrebbe essere affetto da OSAS e guidarlo agli approfondimenti diagnostici necessari; trattare i pazienti affetti da russamento e OSAS che hanno già completato l’iter diagnostico e che risultano candidabili alla terapia.

Quali sono i segni clinici tipici della patologia e come si deve procedere per il suo inquadramento diagnostico?
I disturbi del sonno vanno distinti in due categorie: quella relativa al paziente in età evolutiva (0-14 anni) e quella del paziente adulto.

Nel bambino, infatti, è molto frequente – soprattutto per i colleghi che si occupano di ortodonzia e pedodonzia – riscontrare disturbi respiratori che sono però il frutto di una predisposizione anatomica naturale legata a una struttura scheletrica piccola e che deve ancora svilupparsi.

Per continuare la lettura scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.03.2019.10




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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