02 Settembre 2019

Attività elettrica dei muscoli del sistema stomatognatico e apertura della mandibola

Articolo originale

Vincenzo Parlati, Eleonora Ortu, Ruggero Cattaneo, Alessandra Mummolo, Davide Pietropaoli, Annalisa Monaco

Obiettivi  Lo scopo del presente lavoro è stato quello di comparare elettromiograficamente e kinesiograficamente un gruppo di soggetti disfunzionali con un gruppo di soggetti non disfunzionali valutando l’esistenza di correlazioni significative tra i risultati dei valori elettromiografici e i dati kinesiografici riguardanti la massima apertura mandibolare volontaria di questi soggetti.

Materiali e metodi  Sono stati arruolati 20 pazienti disfunzionali e 15 non disfunzionali e sottoposti tutti a un esame elettromiografico e kinesiografico coadiuvato con TENS. Lo strumento utilizzato è stato l’elettromiografo K7 (Myotronics Inc., Seattle, USA). Per la TENS è stato utilizzato l’apparecchio J5 Myomonitor (Myotronics Inc., Seattle, USA). Dopo avere posizionato i tre elettrodi della TENS (incisura sigmoidea destra, incisura sigmoidea sinistra e nuca) sono stati apposti quelli bipolari dell’elettromiografia sui muscoli del sistema stomatognatico più avanti elencati. Successivamente, si è passati al posizionamento del kinesiografo. Si tratta di un sistema elettronico, attualmente totalmente computerizzato, costituito da un magnete intraorale di ridotte dimensioni che viene posizionato nel fornice a livello degli incisivi inferiori e da un telaio con sensori reso solidale con il capo del paziente mediante un’apposita montatura tipo occhiale. I sensori leggono e misurano le variazioni di posizione del campo magnetico durante i movimenti mandibolari; un apposito software elabora i segnali trasformandoli in tracciati grafici. È stata registrata l’attività di 4 muscoli studiati bilateralmente: massetere, temporale anteriore, digastrico, come muscoli masticatori; sternocleidomastoideo, come muscolo del collo. Sono state effettuate le seguenti registrazioni: SCAN 9 (attività elettrica a riposo), SCAN 11 (attività muscolare durante il serramento), SCAN 1 (kinesiografia, massima apertura della bocca), SCAN 2 (kinesiografia, velocità di apertura), SCAN 3 (spazio a libero a riposo). Dopo avere applicato la TENS (0,66 hertz, 45 impulsi al minuto) per qualche minuto sono state fatte le seguenti registrazioni: SCAN 10 (attività elettrica dopo TENS), SCAN 4 (spazio libero dopo TENS), SCAN 5 (SCAN 4 in modalità sagittale-frontale). L’operatore era cieco in merito alla diagnosi effettiva di TMD; a tal fine sono stati utilizzati codici numerici.

Risultati e conclusioni  L’elettromiografia dei pazienti disfunzionali e dei controlli funzionali ha mostrato una differenza significativa tra i valori espressi in millivolt (mV) ottenuti sommando tutti i muscoli del sistema stomatognatico. I pazienti disfunzionali erano caratterizzati da una maggiore attività di contrazione muscolare rispetto ai controlli. La media in mV dei pazienti disfunzionali è risultata essere 17,34±8,25, mentre quella dei controlli funzionali è stata 10,71±3,15. I pazienti disfunzionali avevano una minore apertura massima volontaria rispetto ai controlli funzionali. Infatti, la massima apertura volontaria dei pazienti disfunzionali è risultata essere 37,13 mm±5,78 mentre quella dei controlli funzionali è stata 41,81 mm±4,34. I risultati ottenuti sembrerebbero mostrare che nei pazienti disfunzionali i muscoli esaminati presentano un ipertono più diffuso rispetto ai soggetti funzionali; la massima apertura volontaria della mandibola è risultata statisticamente ridotta nei pazienti disfunzionali rispetto ai soggetti funzionali.

Significato clinico  L’elettromiografia, procedura a basso costo, non invasiva e non dolorosa, potrebbe essere un ausilio aggiuntivo nei soggetti affetti da TMD come analisi coadiuvante e integrativa. I tracciati elettromiografici e kinesiografici, prima e dopo TENS, possono rappresentare un utile metodo di diagnosi e di verifica di eventuali terapie attuate, sia protesiche che ortodontiche. Questi dati, inoltre, indicano che un trattamento volto a ridurre l’attività elettromiografica dei muscoli masticatori potrebbe portare dei benefici in termine di funzionalità masticatoria.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.07.2019.05



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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