02 Settembre 2019

Il trattamento di bambini e adolescenti

Intervista all'autore

Lorena Origo

Edra pubblica la seconda edizione di Odontoiatria pediatrica a firma di Antonella Polimeni che è stata affiancata, nella realizzazione, da un gruppo di professionisti esperti nelle singole specialità. Nella stesura del volume è stato rispettato l’intendimento, già espresso nell’edizione precedente, di presentare un testo didattico in cui tutti gli argomenti vengono affrontati in modo esaustivo, con un linguaggio di facile comprensione e una ricca iconografia (800 fotografie e video relativi agli interventi endodontici disponibili on line).

Nei 24 capitoli vengono esaminati tutti gli aspetti relativi al trattamento dei pazienti in età evolutiva, dalla prevenzione al trattamento conservativo nella patologia cariosa. Una revisione delle parti relative all’endodonzia e alla terapia farmacologica e l’inserimento di alcuni nuovi capitoli – sulla terapia miofunzionale, sul trattamento odontoiatrico del russamento e della sindrome delle apnee notturne e sull’odontoiatria speciale per pazienti con disabilità – completano il panorama della disciplina. Abbiamo posto alcune domande all’autrice per approfondire le novità presentate nel volume.

Il capitolo di apertura, professoressa Polimeni, è dedicato alla comunicazione, tema centrale della relazione medico-paziente.
Indubbiamente, e ancora di più per quello che riguarda l’odontoiatria pediatrica, disciplina nella quale il professionista deve adottare un modello di comunicazione binaria per gestire sia il rapporto con i genitori, che sono i vettori di un imprinting comportamentale positivo, sia il giovane paziente. Con il bambino la comunicazione verbale prevede l’utilizzo di un linguaggio semplice, chiaro e adeguato alle diverse fasce di età che sostanzialmente sono 0-2 anni, 3-5 anni e 6-12 anni, nonché il periodo adolescenziale. La relazione dovrà pertanto essere modulata in base al soggetto da trattare. Per esempio, nella fascia 0-2 anni – quando gli interventi sono generalmente limitati a procedure di urgenza – è ovviamente impossibile stabilire un dialogo reciproco e l’interlocutore principale è quindi il genitore. Nella fascia 3-5 anni, il bambino non ha ancora sviluppato capacità di controllo e di regolazione delle emozioni; è pertanto necessaria una guida comportamentale decisa dell’odontoiatra. Dai 6 anni in poi, il bambino sviluppa una propria personalità e comprende i motivi alla base del trattamento. Le situazioni dovranno quindi essere illustrate e simulate in modo concreto cercando il coinvolgimento e la partecipazione del giovane paziente. Spesso si sente affermare che “il bambino è un paziente difficile”, ma per il professionista specificatamente formato in questo tipo di relazione ciò non corrisponde assolutamente al vero.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.07.2019.10



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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