01 Ottobre 2019

Applicazioni delle onde d’urto in odontoiatria: revisione narrativa

Rassegna

Paolo Morandi, Stefano Corbella, Nicolò Cavalli, Luca Francetti

Obiettivi  Lo scopo di questa revisione nar­rativa della letteratura è quello di raccogliere e analizzare l’evidenza scientifica in merito all’applicazio­ne delle onde d’urto in odontosto­matologia.

Materiali e metodi  È stata eseguita una ricerca su database elettronici quali Medline (PubMed), Scopus e Cochrane li­brary da gennaio 1998 a gennaio 2019. I criteri di inclusione da soddisfare erano: pubblicazione in lingua inglese; pubblicazione indicizzata sui principali motori di ricerca; studi in vitro o su animale con campioni rappresentativi e ri­sultati riproducibili; studi su umano (case serie, prospettici o retrospettivi) con numerosità minima pari o supe­riore a 10, studi caso-controllo, randomizzati (RCT, randomized clinical trial), revisioni sistemati­che, metanalisi; assenza di conflitti di interesse da parte degli autori.

Al termine della ricerca elettroni­ca, sono stati esaminati tutti i tito­li e tutti gli abstract selezionati, ed è stata determinata la selezione di articoli a testo completo. Dei 138 articoli in versione integrale esaminati, 120 sono stati esclusi dall’analisi finale poiché non sod­disfacenti uno o più dei criteri di inclusione sopra elencati. Nei diversi articoli presi in consi­derazione, l’effetto della ESWT è stato indagato nell’ambito di di­verse specialità odontoiatriche; in particolare, questa metodica è stata associata alla terapia orto­dontica al fine di accelerarne le tempistiche e di favorire il rimo­dellamento e la stabilità dei tessu­ti parodontali nei denti riallineati.

Risultati e conclusioni  Anche se gli esatti effetti biologici della terapia con onde d’urto per i disturbi muscolo-scheletrici non sono completamente compresi, gli studi attuali sembrano indicare che la ESWT possa avere un’in­fluenza favorevole sugli osteoblasti e sui loro precursori. Le onde d’ur­to sarebbero in grado di stimolare l’espressione precoce di citochine legate all’osteogenesi favorendo la crescita e la differenziazione delle cellule stromali del midollo osseo verso gli osteoprogenitori, contri­buendo in tal modo nei processi di rigenerazione ossea.

Studi sulla biochimica hanno dimostrato che la ESWT è in grado di attivare di­versi geni, quali per esempio quel­li implicati nella sintesi di TGF-β1 e BMP-2, legati all’osteogenesi; i modelli di espressione dei geni correlati all’osso come l’osteocal­cina (OC) e l’osteopontina (OPN) indotti da onde d’urto sono stati vi­sti essere simili a quelli responsa­bili della formazione del callo pe­riosteale durante i processi di gua­rigione. Allo stesso tempo, l’evi­denza a supporto dell’uso della ESWT in parodontologia e in chi­rurgia orale è ancora estrema­mente limitata; ciò nonostante, numerose informazioni ottenute dall’applicazione delle onde d’urto nel contesto di elementi dentari sottoposti a forze ortodontiche, e in particolare in merito ai profili di espressione di alcune citochine in­fiammatorie e fattori di crescita, potrebbero potenzialmente essere trasferite in terapia parodontale.

Significato clinico  In questo momento, sulla base dei risultati disponibili, l’utilizzo delle onde d’urto come coadiu­vanti per il trattamento parodon­tale od ortodontico è ancora lon­tano dall’essere raccomandato per la routine clinica, in quanto non sono chiari né i dosaggi né il numero di applicazioni ottimali. Inoltre, i meccanismi cellulari coinvolti e gli effetti provocati so­no per ora lontani dall’essere compresi. Tuttavia, gli ipotetici campi di impiego e la ridotta in­vasività di questa tecnica potreb­bero giustificare lo sviluppo di studi futuri.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.08.2019.04



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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