01 Novembre 2019

Bruxismo: risvolti medico-legali

Articolo originale

Marco Brady Bucci, Dario Brady Bucci

Obiettivi  Scopo del presente lavoro è quel­lo di analizzare ed evidenziare i presìdi che l’odontoiatra deve adottare per ridurre o eliminare i motivi di attribuzione di responsa­bilità di fronte al verificarsi di eventi fratturativi o a condizioni patologiche che insorgano suc­cessivamente alle terapie attuate sul paziente bruxista.

Il bruxismo è elencato quale fattore di rischio sulla genesi delle complicanze meccaniche di fallimento di re­stauri protesici, sia su denti natu­rali che su impianti, e tra i fattori eziopatogenetici dei disordini temporo-mandibolari (DTM).

Alcuni autori hanno indagato, al­tresì, l’esistenza di una possibile relazione tra bruxismo e OSAS (Sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno).

Il bruxista risulta poco propenso ad attribuire alla sua condizione di paziente parafunzio­nale la causa di eventi fratturativi che possono manifestarsi a di­stanza variabile di tempo dalle cu­re eseguite presso lo studio ed è portato a ricercare e individuare le cause dei fallimenti in fattori esterni.

Quali sono gli errori da evitare nel­le scelte clinico-tecniche e comu­nicative di fronte al paziente bruxi­sta e quali i presìdi documentali atti a poter “provare” di avere be­ne operato al fine di essere consi­derati indenni da colpa sia dal proprio paziente sia di fronte a un giudizio di responsabilità?

Materiali e metodi  La correlazione esistente tra aspetti clinici e medico-legali è particolarmente evidente di fronte a terapie scelte e attuate nel pa­ziente bruxista. Una visita odonto­iatrica condotta con serietà e competenza deve, attualmente, ri­levare la possibilità o la probabilità dell’esistenza di bruxismo prima di iniziare le terapie odontoiatri­che.

L’odontoiatra dovrà informare il paziente sull’origine del bruxi­smo, sui segni e sintomi, nonché sui rischi connessi alla parafun­zione e sulla possibilità di ricorrere a terapie causali e sintomatiche (bite/placca di protezione nottur­na).

È altresì fondamentale, non­ché obbligo di legge, far seguire la raccolta del consenso in forma scritta all’informativa data oral­mente al paziente, e fargli com­prendere e sottoscrivere che tutti i presidi messi in atto dall’odonto­iatra saranno in grado di ridurre il verificarsi di complicanze prevedi­bili conseguenti alla parafunzione, ma non potranno annullare il ri­schio derivante dalle abnormi sol­lecitazioni alle quali il bruxista esporrà i propri denti, siano essi naturali o protesici, la sua musco­latura masticatoria e la funzionali­tà ottimale dell’articolazione tem­poro-mandibolare.

Risultati e conclusioni  La responsabilità dell’odontoiatra relativamente a danni che si veri­fichino nel paziente bruxista potrà essere di tipo commissivo e/o omissivo. Le azioni improprie po­tranno vertere su una non idonea scelta di piani terapeutici o dei materiali da ricostruzione.

La censurabile condotta omissiva potrà essere individuata nella mancata diagnosi, mancata o ini­donea informativa elargita al pa­ziente.

Se l’odontoiatra avrà ade­guatamente informato il paziente e avrà bene operato, tutto ciò rap­presenterà una valida misura per ridurre o escludere la sua respon­sabilità di fronte al manifestarsi di eventi fratturativi o patologici causati dal bruxismo e, nell’even­tualità di un ricorso in giudizio, potrà avere valide argomentazioni e oggettivazioni per essere sca­gionato. L’accurata documenta­zione del caso sarà “la prova” dell’aver agito secondo le regole dell’arte, unico parametro che po­trà permettere di essere giudicato esente da colpa.

Significato clinico La presa in carico del paziente bruxista pone l’odontoiatra di fron­te a doveri ben precisi:

  • espletare l’atto medico, di cui è depositario, e cioè “fare dia­gnosi”;
  • dare informazione esaustiva sul­la parafunzione e le sue possibi­li conseguenze;
  • raccogliere il consenso in forma scritta per tutelarsi e rispettare la normativa vigente;
  • scegliere accuratamente i piani di cura e i materiali con i quali attuarli;
  • motivare il paziente all’impor­tanza di farsi confezionare e, so­prattutto, utilizzare dispositivi notturni di protezione;
  • adottare una checklist di con­trollo del suo operato.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.09.2019.06



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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