02 Dicembre 2019

Manuale di endodonzia microchirurgica

Intervista all'autore

Lorena Origo

Lo scrive e sottolinea più volte il professor Arnaldo Castellucci, autore del te­sto e uno dei massimi esperti della materia a li­vello internazionale: “lo specialista che può occuparsi di endo­donzia microchirurgica è esclusivamente l’endodontista, che ha le conoscenze dell’anatomia endodontica, conosce le cause che hanno portato l’elemento den­tario a necessitare dell’approccio chirur­gico, conosce i mezzi e i materiali da uti­lizzare per trasformare, con una percen­tuale superiore al 90%, un insuccesso endodontico in un nuovo successo a lun­go termine”.

Professor Castellucci, lei ha coniato la definizione di “endodonzia microchirurgica” che ritiene preferibile rispetto a quella di “chirurgia endodontica”: perché?

Perché sono due concetti completa­mente diversi; infatti, noi endodontisti interveniamo con una terapia endodon­tica fatta attraverso un lembo chirurgico e lo facciamo esclusivamente in quei ca­si in cui non riusciamo, per motivi mec­canici, cioè per la presenza di ostacoli, a ottenere il sigillo apicale per via orto­grada. Per questo si chiama endodonzia (sostantivo) chirurgica (aggettivo), me­glio definita microchirurgica perché la eseguiamo sotto microscopio operato­rio.

Al contrario, quella che io chiamo chirurgia (sostantivo) endodontica (ag­gettivo) è quella che fanno molti chirur­ghi orali e maxillo facciali, che eseguono l’intervento chirurgico al solo scopo di rimuovere la lesione e che spesso non eseguono l’otturazione retrograda del canale radicolare.

Purtroppo, infatti, sono ancora tantissi­mi i pazienti che incontro e che hanno subito uno o più interventi di apicecto­mia per rimuovere una parete cistica che non avrebbe avuto nessun bisogno di essere rimossa e che alla radiografia non mostrano la presenza di alcun sigil­lo apicale.

Infatti – come ci ha insegnato già nel lontano 1962 il professor Herbert Schilder – non si deve fare nessuna dif­ferenza tra granuloma e cisti poiché en­trambi sono semplicemente lesioni di origine endodontica, che con una tera­pia endodontica eseguita correttamente guariscono, con o senza l’approccio chirurgico.

Non è più accettabile, pertanto, vedere casi trattati chirurgicamente solo per­ché non si è capito qual è stata la causa che ha portato allo svilupparsi della le­sione, cioè la presenza di batteri lascia­ti all’interno del sistema canalare stes­so.

Per continuare la lettura scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.10.2019.10




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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