15 Gennaio 2020

Laser in odontoiatria: criticità e risvolti medico-legali

Articolo originale

Maria Sofia Rini, Marco Brady Bucci, Maurizio Marini, Dario Brady Bucci, Diego D’Urso

Obiettivi  Scopo del presente lavoro è forni­re al clinico e al consulente medi­co-legale odontoiatra i riferimenti di scelta per un utilizzo consape­vole e gli elementi di valutazione sull’uso appropriato del laser in odontoiatria.

Materiali e metodi  Nell’articolo vengono analizzate le caratteristiche dei laser a uso odontoiatrico, le evidenze scienti­fiche e alcuni casi di contenzioso.

Esiste attualmente una grande varietà di sorgenti laser (a stato solido, a gas, a coloranti organici, a eccimeri) che coprono un inter­vallo di lunghezze d’onda che si estende dalla radiazione visibile all’infrarosso all’ultravioletto.

In odontoiatria si utilizzano laser a diodi, efficaci, maneggevoli e mi­croinvasivi; laser a erbio YAg/Cr, con affinità per i tessuti orali e notevoli capacità ablative, ma co­stosi e poco maneggevoli; laser a CO2, precisi, rapidi, utili per la chirurgia dei tessuti molli

I di­spositivi laser attualmente più rappresentati negli studi odonto­iatrici sono: il laser erbium 2940/2780 nm, dedicato a chi­rurgia, conservativa, parodonto­logia ed estetica, il laser a diodi 808 nm, indicato per interagire sui tessuti molli e in biostimola­zione, e il laser a neodimio 1064 nm. L’utilizzo della tecnologia la­ser è per l’odontoiatra una gran­de assunzione di responsabilità, per cui è indispensabile cono­scere lo strumento, le norme di riferimento e i mezzi di tutela e protezione del paziente e degli operatori.

Per operare corretta­mente, è necessario valutare e considerare la tipologia di super­ficie tissutale da trattare, il tempo e la modalità di somministrazio­ne, lo scopo terapeutico, il tipo e il diametro dello strumento utiliz­zato. L'uso del laser in sicurezza deve prevedere un’adeguata for­mazione e informazione degli operatori, una corretta imposta­zione dei parametri di utilizzo (energia e potenza) e le norme di sicurezza devono essere osser­vate da tutto il personale che opera presso lo studio dentistico.

Errori cui conseguano danni al paziente presuppongono respon­sabilità dell’operatore.

Risultati e conclusioni  Oggi le tecnologie laser sono in costante e continuo sviluppo at­traverso un miglioramento degli strumenti disponibili in termini anche di miniaturizzazione delle dimensioni (maggiore manegge­volezza) e di possibilità di adatta­mento alla specifica anatomia odontoiatrica; i rischi, tuttavia, re­stano.

L’utilizzo del laser nel di­stretto maxillo-facciale e nel cavo orale richiede formazione specifi­ca, conoscenze scientifiche, competenza tecnica, perizia, pru­denza e diligenza nell’uso, in quanto esistono rischi e possibili­tà di effetti indesiderati. L’utilizzo dei laser in odontoiatria presup­pone, infatti, non solo una fine manualità tecnica e profonde no­zioni clinico-diagnostiche, ma an­che una conoscenza di base rela­tiva a concetti di fisica, di fisica atomica e ottica, delle caratteri­stiche tecniche e merceologiche dei dispositivi utilizzati, delle nor­me di riferimento a tutela dei pa­zienti e degli operatori così come pure una comprovata esperienza sul campo e un aggiornamento continuo.

Significato clinico  Una consapevole, idonea e pru­dente presa in carico del paziente e delle sue problematiche limita il rischio di esiti negativi. Un iter cli­nico documentato e motivato aiu­ta a liberarsi di eventuali respon­sabilità in caso di contenzioso.

Decisamente consigliabile è la frequenza di corsi di formazione e master universitari, utili, peraltro, a dimostrare specifica formazione e competenza in caso di sinistro.

Per continuare la lettura scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.01.2020.04



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Nuove norme su Direttore sanitario e Autorizzazioni