03 Febbraio 2020

Fattori che influenzano l’incidenza della batteriemia dopo estrazioni dentarie

Rassegna

Gabriele Villani, Giovanni Lodi, Andrea Sardella, Clementina Elvezia Cucuzza, Rosario Musumeci, Marianna Martinelli, Elena Maria Varoni

Obiettivi  La batteriemia di origine orale si definisce come la presenza di bat­teri, provenienti dalla placca sovra-e sotto-gengivale, all’interno del circolo sanguigno. Di norma, la batteriemia è transitoria e asinto­matica, ma in alcuni casi può por­tare a delle sequele, come lo shock settico o alcune infezioni a distan­za, come l’endocardite infettiva.

Molte manovre odontoiatriche, com­preso lo spazzolamento dentale do­miciliare, possono portare alla disse­minazione di questi batteri all’interno del sangue, per cui, nel tempo, sono stati stilati dei protocolli di profilassi antibiotica per i pazienti a rischio che si stanno per sottoporre a ma­novre odontoiatriche quali estrazioni o ablazione del tartaro. Tuttavia, non c’è chiarezza su quali condizioni anamnestiche del paziente o cliniche della procedu­ra possano andare a influire sulla batteriemia legata a queste ma­novre odontoiatriche.

La presente revisione intende quindi fornire un’analisi di tutti i fattori che, secondo letteratura, possono andare a influire sull’inci­denza della batteriemia dopo estrazioni dentarie, nei pazienti ad alto rischio di endocardite infettiva.

Materiali e metodi  È stata condotta una ricerca in Pubmed, Embase e Google Scho­lar, includendo tutti i trial clinici ran­domizzati aventi lo scopo di analiz­zare l’incidenza della batterie-mia dopo estrazioni dentarie attra­verso l’analisi di prelievi ematici.

Risultati e conclusioni  Nei pazienti ad alto rischio di endo­cardite infettiva, la profilassi anti­biotica con amoxicillina è in grado di produrre una riduzione significa­tiva dell’incidenza della batterie­mia dovuta a estrazioni. Antibiotici di seconda scelta nella profilassi, come la clindamicina o l’azitromi­cina, portano a riduzioni di minor entità della batteriemia, oltre a es­sere associati a un maggior nume­ro di reazioni avverse.

Meno effica­ce rispetto all’amoxicillina si è rive­lata essere anche la clorexidina in sciacqui; tuttavia, grazie al costo ridotto e alla totale assenza di rea­zioni avverse, ne viene consigliato un uso routinario prima di eseguire un’estrazione dentaria. Non sem­brano esserci correlazioni invece tra l’incidenza della batteriemia e l’età o il sesso del paziente, il nu­mero di denti estratti, l’invasività della procedura e gli indici di salu­te parodontale.

Saranno tuttavia necessari ulterio­ri studi clinici randomizzati per portare a delle conclusioni più precise, in particolare che analiz­zino la prevalenza dell’endocardi­te infettiva come outcome clinico primario e che identifichino la quantità di batteri presenti in cir­colo in seguito a estrazioni denta­rie, dato che la maggior parte di quelli attualmente disponibili sono focalizzati solo sull’incidenza della batteriemia (presenza/assenza dei batteri all’interno del sangue).

L’utilità della profilassi antibioti­ca prima di estrazioni dentarie nei pazienti a rischio è stata mol­to discussa nel corso degli ultimi anni. Nonostante tutto però, la somministrazione profilattica di amoxicillina si è dimostrata es­sere in grado di ridurre in manie­ra significativa l’incidenza della batteriemia dopo estrazioni den­tarie.

Significato clinico  La revisione analizza i fattori che possono influenzare la batterie­mia dopo estrazioni dentali, for­nendo al clinico informazioni utili alla valutazione del rischio nel paziente che si sta apprestando a ricevere tale prestazione tera­peutica.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.02.2020.04





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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