01 Marzo 2020

Viaggio al centro dell’odontoiatria pubblica

Intervista a... Luca Baldino, Aldo Oppici

Carla De Meo

Qual è lo stato di salute dell’odontoiatria pubblica italiana? Quale integrazione/collaborazione è possibile con il sistema privato? Siamo andati a scoprirlo all’interno di una Ausl, quella di Piacenza, che dal 1998 offre un servizio di eccellenza, in ospedale e sul territorio. Un viaggio a più voci con il direttore generale dell’Azienda Usl, Luca Baldino (nella foto), e il direttore dell’UOSD odontostomatologia e maxillo-facciale “Disabilità e Progetti speciali”, Aldo Oppici.

Dottor Baldino, qual è l’offerta della sua Ausl in termini di odontoiatria?
L’azienda Usl di Piacenza che dirigo è probabilmente oggi una delle più avan­zate nel campo dell’odontoiatria pubbli­ca. Operiamo su due fronti: il reparto odontoiatrico ospedaliero e gli ambula­tori nelle Case della Salute che coprono il bisogno di odontoiatria territoriale. In Emilia Romagna le Case della Salute so­no strutture dove concentriamo le attivi­tà non ospedaliere, soprattutto in tema di prevenzione, su bacini di utenza an­che molto piccoli, intorno ai 30 mila abi­tanti. In ambito odontoiatrico tuteliamo le fasce deboli: cittadini che per livello di reddito, patologia, disabilità più difficil­mente vengono gestiti dal servizio priva­to. Garantiamo una copertura di alto li­vello a disabili, ragazzi autistici, persone con patologie come Hiv, cardiopatici, tossicodipendenti. Ci occupiamo della patologia orale per quanto attiene alla parte oncologica. Certo, sarebbe molto interessante imma­ginare in regione, nei prossimi anni, la co­stituzione di uno o più centri specializzati in oncologia odontoiatrica.

Quale difficoltà incontra nell’organizzare un servizio di questo tipo?
La difficoltà principale è tutta in termini di risorse disponibili. C’è poi anche un tema organizzativo importante: quello di strut­turare al meglio il servizio sull’intera pro­vincia di Piacenza che conta 300 mila abitanti e fa capo a un’unica azienda, la mia Usl. Forse non tutti, infatti, sanno che l’odontoiatria pubblica è organizzata con pochi dipendenti – escludendo il contri­buto universitario – e con molti medici cosiddetti “sumaisti”. Noi abbiamo 16 specialisti: 2 sono di­pendenti a tempo pieno, gli altri a con­tratto Sumai e coprono dalle 20 alle 36 ore settimanali. È evidente che la prima difficoltà è riuscire a rendere la rete più efficace dal punto di vista professionale, strutturando meglio il personale non di­pendente. Per questo recentemente ab­biamo portato tutta la rete degli speciali­sti territoriali sotto la responsabilità di­retta del dottor Aldo Oppici, già respon­sabile ospedaliero.

Quanto incide l’odontoiatria sul vostro budget?
Su un bilancio di 600 milioni di euro l’an­no, i costi dedicati all’odontoiatria sono di circa 1 milione e 500 mila euro, esclu­sa la protesica. Nonostante l’Emilia Ro­magna sia tra le regioni che investe di più, le cifre sono ancora piccole se con­frontate con altre specialità. Così come il numero di occupati: nella nostra Usl la­vorano 3600 persone tra medici, infer­mieri, amministrativi. L’odontoiatria ne assorbe 16.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.03.2020.02




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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