01 Marzo 2020

Carie dei solchi: sigillare o verniciare? Attuali orientamenti preventivi

Dossier

Maria Teresa De Grazia, Eleonora Angelino, Luciano Zaffarano, Tersilla Bosia, Gianluca Trebbi, Maria Grazia Cagetti

Obiettivi  La lesione cariosa, che si manife­sta come demineralizzazione pro­gressiva irreversibile dei tessuti duri dentali, è ancora oggi la pato­logia cronica più diffusa in età pe­diatrica. L’obiettivo del presente lavoro è di descrivere e comparare le due metodiche più note e utilizzate per prevenire le lesioni a carico di solchi e fossette della superfi­cie occlusale dei molari perma­nenti: le sigillature e le vernici al fluoro.

L’azione preventiva meccanica dei sigillanti, tanto in resina quanto in cemento vetroionomerico, è stata ampiamente descritta in letteratu­ra ed è nota da tempo, così come l’azione remineralizzante delle vernici al fluoro; tuttavia, ancora oggi non è chiaro quale strategia sia maggiormente efficace o da preferire nelle diverse situazioni cliniche.

Materiali e metodi  È stata condotta una revisione bi­bliografica utilizzando i database Medline e Scopus. Sono stati va­lutati 130 lavori e di questi solo 7 studi in vivo sono stati considerati pertinenti con lo scopo del pre­sente lavoro.

Conclusioni  Tanto i sigillanti quanto le vernici al fluoro risultano essere metodi­che preventive efficaci se utilizza­te all’interno di una strategia pre­ventiva adeguata. I sigillanti, dagli studi disponibili, avrebbero dimostrato di posse­dere una maggiore efficacia nel prevenire la carie rispetto alle vernici al fluoro, specie nei pa­zienti ad alto rischio, soprattutto se posizionati sulla superficie del dente entro 2 anni dall’eru­zione.

I sigillanti possono vanta­re, infatti, la capacità di fornire non solo una prevenzione di tipo meccanico, ma anche chimico quando vengono utilizzati mate­riali a rilascio di ioni F- o mate­riali bioattivi che, oltre a capaci­tà remineralizzanti, possiedono capacità antibatteriche attraver­so il rilascio di ioni alcalini che, aumentando il pH, proteggono i micro-gap che si possono veni­re a formare tra sigillante e struttura del dente. L’efficacia preventiva tuttavia au­menterebbe abbinando i due trat­tamenti preventivi.

Nello scegliere la migliore strate­gia preventiva per il piccolo pa­ziente è comunque necessario te­nere in considerazione il rischio di carie individuale valutato attraver­so più parametri fra cui igiene orale, dieta, flusso salivare, quan­tità di batteri cariogeni all’interno del biofilm, livello socio-economi­co e la possibilità di controllare l’umidità del campo operatorio ol­tre alla collaborazione del piccolo paziente.

Significato clinico  Alla luce di quanto riscontrato, è possibile affermare che non esi­ste ancora oggi sufficiente evi­denza scientifica che decreti in modo definitivo la superiorità di un protocollo preventivo rispetto a un altro.

È ampiamente dimo­strata l’efficacia tanto dei sigil­lanti quanto delle vernici al fluoro nella prevenzione primaria e se­condaria della carie, permetten­do di trattare le lesioni iniziali non cavitate senza dover ricorre­re alla chirurgia (conservativa). Sono pertanto necessari nuovi studi clinici di alta qualità che ri­escano a dimostrare, sempre all’interno di un programma pre­ventivo personalizzato, l’esisten­za di una maggiore efficacia di un metodo preventivo rispetto all’altro.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.03.2020.05




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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