02 Aprile 2020

Rimozione di fibroma ossificante interincisivo tramite laser

Rubrica SILO

a cura della Società Italiana Laser in Odontostomatologia

Il caso in esame riguarda una paziente giunta alla nostra osservazione, inviata dal suo odontoiatra di fiducia, per una tu­mefazione del mascellare superiore. La paziente, di 74 anni e proveniente da Ca­poverde, è affetta da ipertensione arterio­sa in trattamento con diuretici, riferiva un’allergia alle penicilline e affermava di non assumere alcolici e di non utilizzare tabacco.

All’esame clinico si evidenziava la pre­senza di una lesione esofitica, di circa 1,5 cm di diametro, sessile, con mucosa su­perficiale eritematosa, di consistenza du­ro-elastica, in zona interincisiva. Inoltre, si osservava la malposizione degli elementi dentali 1.1 e 2.1, che mantene­vano la loro vitalità. La paziente si pre­sentava con una radiografia ortopanora­mica, dalla quale non si evidenziavano segni di coinvolgimento osseo del pro­cesso alveolare e delle zone limitrofe alla lesione.

La paziente, inoltre, riferiva l’assenza di sintomatologia spontanea ma la presen­za di algie provocate da traumatismi du­rante la fonazione, la masticazione e le manovre di igiene orale, con conseguen­te sanguinamento della lesione.

Valutati tutti gli elementi, eseguiti gli esami ema­tochimici di routine e ottenuto il consen­so informato all’intervento chirurgico, si programmava una biopsia escissionale tramite laser a diodi 980 nm (Raffaello®, DMT, Lissone MB, Italia). Il giorno dell’intervento si procedeva alla somministrazione di anestetico locale a base di mepivacaina cloridrato senza vasocostrittore, per evitare una riduzio­ne dell’efficacia di taglio del laser a diodi 1 dovuta all’ischemizzazione dei tessuti.

La lesione veniva immobilizzata e trazio­nata tramite pinza di Allis. Il laser a diodi veniva impostato ai parametri di 2.5 watt di potenza, in modalità di emis­sione continua, fibra ottica di 320 μm e con una fluenza pari a 1,5 kJ/cm2 e la le­sione veniva agevolmente rimossa.

Controllata l’emostasi, non venivano appli­cati punti di sutura e si lasciava guarire la fe­rita chirurgica per seconda intenzione.

Per il decorso post-operatorio venivano prescritte applicazioni locali di antisettico a base di clorexidina 0,2% (2 volte/die per 10 gg) e applicazioni locali di gel a base di acido ialuronico (3 volte/die per 15 gg) e pa­racetamolo 1000 mg al bisogno.

La paziente eseguiva le visite di controllo post-chirurgico dopo 7, 15 e 30 giorni, in cui si osservava la progres­siva e completa guarigione del sito chi­rurgico. La paziente, inoltre, non riferiva né complicanze né sintomatologia dolo­rosa nel periodo di convalescenza.

L’esame istologico riportava la diagnosi di un’iperplasia fibrosa con presenza di me­taplasia ossea, compatibile con il quadro di fibroma ossificante periferico.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.04.2020.09




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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