02 Maggio 2020

Agenesie dei laterali superiori: revisione della letteratura ed evoluzione dei ponti maryland

Dossier

Andrea Savi, Aldo Crescini, Oliviero Turillazzi, Maddalena Manfredi

Obiettivi  Le agenesie dei settori anteriori rappresentano un problema che coinvolge necessariamente più specialisti. Un interesse particola­re viene rivolto alle agenesie più frequenti del settore estetico, quelle relative agli incisivi laterali superiori, che colpiscono preva­lentemente il sesso femminile e sono più frequenti nella forma bi­laterale.

Occorre valutare preco­cemente tale condizione, durante l’infanzia o la prima adolescenza, per intraprendere rapidamente un percorso multidisciplinare.

La principale scelta che il clinico deve affrontare nel trattamento di questa condizione si basa sulla decisione di aprire o chiudere gli spazi, prestando un’attenzione particolare alla gestione di pazien­ti in giovane età dove resta fonda­mentale un approccio totalmente conservativo. Al momento, dalla revisione della letteratura scientifica, non esiste ancora evidenza che un tratta­mento sia migliore rispetto all’al­tro ed entrambe le soluzioni rap­presentano, in ogni caso, un com­promesso.

Le differenti possibilità terapeutiche si sono evolute nel tempo anche grazie all’utilizzo di materiali innovativi metal-free, che consentono oggi un tratta­mento che, rispetto al passato, ri­sulta essere completamente con­servativo. L’obiettivo della terapia è infatti quello di fornire una soluzione estetica che possa essere consi­derata non provvisoria o a breve termine, ma con un’aspettativa di durata molto maggiore, che rispet­ti totalmente il principio di salva­guardia dei tessuti dentali e con caratteristiche completamente re­versibili che non precludano nes­suna possibilità terapeutica futura.

Materiali e metodi  In questo lavoro vengono prese in considerazione le varie possibilità terapeutiche in caso di agenesie dei settori anteriori attraverso una disamina della letteratura scienti­fica. Viene, inoltre, presentato un protocollo multidisciplinare di ap­proccio alle agenesie dei settori anteriori che gli autori seguono da oltre 20 anni, con un’evoluzio­ne legata ai materiali ceramici adesivi.

In particolare, viene de­scritto l’utilizzo della tecnica ma­ryland, classicamente considera­ta come una soluzione provvisoria per procrastinare una terapia più definitiva alla maggiore età del paziente. Grazie all’avvento dei diversi materiali metal-free (fibra di vetro, disilicato di litio e zirco­ nia) la tecnica è stata modificata e inserita in un protocollo precoce multidisciplinare orto-protesico, che consente di realizzare restau­ri adesivi senza alcuna prepara­zione dentale. Il piano di tratta­mento deve essere coordinato precocemente all’interno di un team multidisciplinare.

Risultati e conclusioni  Il trattamento delle agenesie dei laterali mediante l’apertura degli spazi può essere affrontato oggi con maryland bridge e con mate­riali metal-free, che hanno carat­teristiche diverse e che consento­no, attraverso una precoce e ac­curata programmazione, di otte­nere un risultato estetico comple­tamente conservativo e duraturo.

Questo tipo di restauro realizzato a fine terapia ortodontica può es­sere mantenuto, infatti, con suc­cesso anche negli anni seguenti. Pertanto può rappresentare, so­prattutto in soggetti molto giovani, una soluzione immediata e di lun­ga durata, che offre estetica e funzione senza arrecare alcun danno biologico, non precludendo nessuna possibilità terapeutica successiva.

Significato clinico  Un approccio multidisciplinare all’agenesia degli incisivi laterali superiori con apertura degli spazi consente, secondo gli autori, una riabilitazione funzionale ed esteti­ca totalmente conservativa e con i presupposti per un follow-up a lungo termine.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.05.2020.05




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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