01 Giugno 2020

Dentifrici a differenti concentrazioni di fluoro per prevenire la patologia cariosa: una revisione Cochrane

Revisione Cochrane

Tanya Walsh, Helen V Worthington, Anne-Marie Glenny, Valeria CC Marinho, Ana Jeroncic

Background  La carie è causata dallo squilibrio nell’interazione tra i batteri cario­geni presenti nella placca dentale e la presenza di carboidrati. Il re­golare spazzolamento dentale con dentifricio al fluoro rappresenta il principale intervento non profes­sionale per prevenire la carie. Concentrazioni di fluoro più eleva­te sono state associate a un mag­giore controllo della carie, sebbe­ne aumentino il rischio di fluorosi nei denti in via di sviluppo.

Obiettivi  Determinare e confrontare gli effetti di dentifrici a diverse concentrazioni di fluoro (parti per milione/ppm) nel­la prevenzione della carie dentale in bambini, adolescenti e adulti.

Metodi di ricerca degli articoli  Sono state eseguite ricerche bi­bliografiche nelle seguenti ban­che dati e piattaforme fino ad agosto 2018: Cochrane Oral He­alth’s Trials Register; the Cochra­ne Central Register of Controlled Trials; Medline Ovid; Embase Ovid; US National Institutes of He­alth Ongoing Trials Register e World Health Organization Inter­national Clinical Trials Registry Platform.

Criteri selezione degli articoli e outcome primario  Sono stati selezionati studi con­trollati randomizzati che hanno confrontato lo spazzolamento dentale con dentifricio al fluoro versus dentifricio non al fluoro o dentifricio a diversa concentra­zione di fluoro (follow-up di alme­no 1 anno). L’outcome primario è stato valutato come incremento di carie, misurato in termini di cambiamento, rispetto al baseli­ne, nel numero di superfici o denti cariati (mancanti) e otturati in una dentizione permanente o decidua (D(M)FS/T o d(m)fs/t).

Risultati principali  Sono stati inclusi 96 studi pubbli­cati tra il 1955 e il 2014, la mag­gior parte hanno riportato gli effet­ti di dentifricio al fluoro sulla denti­zione permanente immatura. Il follow-up nella maggior parte de­gli studi è stato di 36 mesi. Nella dentizione decidua dei bam­bini, il dentifricio a 1500 ppm di fluoro riduceva l’incremento della carie rispetto al dentifricio non fluorato; gli effetti carioprotettivi nel confronto “testa a testa” di dentifrici a 1055 ppm di fluoro ri­spetto a quelli a 550 ppm risulta­vano invece di simile entità, men­tre la concentrazione di 1450 ppm si associava a una lieve ridu­zione dell’incremento DMFT se paragonata a 440 ppm (prove di qualità moderata).

Nella dentizione permanente im­matura di bambini e adolescenti, il dentifricio al fluoro da 1000- 1250 ppm o da 1450-1500 ppm riduceva l’incremento di carie ri­spetto al placebo (prove di quali­tà alta/moderata). L’effetto è lieve se si paragonano dentifrici a 1450-1500 ppm di fluoro rispet­to a dentifrici a 1000-1250 ppm, mentre è simile tra dentifrici a 1700-2200 ppm oppure a 2400-2800 ppm se paragonati a dentifrici contenenti 1450-1500 ppm di fluro (prove di qualità mo­derata). Nella dentizione permanente di soggetti adulti, il dentifricio al fluo­ro da 1000 o 1100 ppm riduceva l’incremento del DMFS rispetto al dentifricio non al fluoro (prove di qualità moderata). Solo una minoranza degli studi ha valutato gli effetti avversi del den­tifricio che, ove riportati, in forma di lesioni ai tessuti molli e pig­mentazione dei denti erano di lie­ve entità.

Conclusioni  I risultati supportano i vantaggi dell’utilizzo di dentifricio al fluoro nella prevenzione della carie. No­nostante le prove di efficacia sia­no limitate, si è potuto osservare un effetto dose-risposta in bambi­ni e adolescenti. La scelta della concentrazione di dentifricio al fluoro per i bambini più piccoli de­ve essere bilanciata in relazione al rischio di fluorosi.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.06.2020.05




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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