01 Ottobre 2020

Uso domiciliare degli strumenti per la pulizia interdentale, in associazione allo spazzolamento, per prevenire e controllare le malattie parodontali e la carie: una revisione Cochrane

Revisione Cochrane

Helen V. Worthington, Laura MacDonald, Tina Poklepovic Pericic, Dario Sambunjak, Trevor M. Johnson, Pauline Imai, Janet E. Clarkson

Background  La carie dentale e le malattie paro­dontali (gengivite e parodontite) col­piscono gran parte della popolazio­ne mondiale e i costi del trattamento rappresentano un onere significati­vo per i servizi sanitari. Possono causare dolore, difficoltà a mangiare e parlare, bassa autostima e persino perdita dei denti con necessità di in­terventi chirurgici.

Dal momento che la placca dentale è la causa princi­pale di queste malattie, la sua di­sgregazione e rimozione, a livello domiciliare, quotidianamente, sono fondamentali per la salute orale.

Lo spazzolino da denti può rimuovere la placca sopragengivale sulle superfi­ci facciali e linguali/palatali dei denti, ma per raggiungere l’area interden­tale degli elementi sono spesso rac­comandati strumenti appositi ag­giuntivi (come filo interdentale, sco­volini, bastoncini e irrigatori).

Obiettivi  L’obiettivo primario è stato valuta­re l’efficacia degli strumenti di pu­lizia interdentale, da utilizzare a casa insieme allo spazzolino da denti, rispetto al solo spazzolino, per prevenire e controllare le ma­lattie parodontali, le lesioni cariose e i depositi di placca. L’obiettivo secondario è stato confrontare tra loro diversi dispositivi di pulizia in­terdentale.

Search methods  Il Cochrane Oral Health’s Informa­tion Specialist ha effettuato la ri­cerca degli studi, aggiornata al 16 gennaio 2019, su: Cochrane Oral Health’s Trials Register, Medline Ovid, Embase Ovid and CINAHL EBSCO. Sono anche stati consul­tati il Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL), l’US National Institutes of Health Trials Registry (ClinicalTrials.gov) e la World Health Organization Inter­national Clinical Trials Registry Platform.

Criteri di selezione e analisi dei dati  Sono stati selezionati studi con­trollati randomizzati (randomized controlled trials, RCTs) che han­no confrontato l’uso di uno stru­ mento di pulizia interdentale (ol­tre allo spazzolino), a livello do­miciliare, rispetto al solo spazzo­lino o rispetto a un altro strumen­to interdentale (durata minima degli studi: quattro settimane). Gli indici misurati su superfici in­terprossimali sono stati estratti, ove possibile, e utilizzati per la meta-analisi a effetti casuali.

Risultati principali  Sono stati inclusi 35 RCTs (per un totale di 3929 partecipanti rando­mizzati, tutti adulti). La maggior parte di essi ha valutato l’utilizzo di filo più spazzolino rispetto al so­lo spazzolino. Nessuno studio ha valutato la for­mazione di lesioni cariose inter­prossimali, così come la maggior parte non ha valutato la parodontite, ma più comunemente sono stati ri­portati indici di infiammazione gen­givale, sanguinamento o placca.

Prove di bassa qualità suggeri­scono come l’utilizzo di filo, in ag­giunta allo spazzolamento, possa ridurre la gengivite (misurata tra­mite gingival index - GI) a 1, 3 o 6 mesi; gli scovolini possono ridurre la placca più del solo spazzolino; gli irrigatori orali, invece, non sembrano ridurre i siti sanguinan­ti a 1 o 3 mesi così come la placca a 1, 3 o 6 mesi. Gli scovolini, poi, possono ridurre la gengivite più del filo interdentale a 1 e 3 mesi (prove di bassa qualità).

Gli studi che hanno misurato gli effetti avversi non hanno riscon­trato eventi gravi causati dagli strumenti interdentali così come non hanno evidenziato differenze tra i gruppi di studio per quanto ri­guardava eventi minori, quali irri­tazione gengivale.

Conclusioni degli autori  L’uso di filo interdentale o di sco­volino interdentale, oltre allo spaz­zolino da denti, può ridurre la gen­givite o la placca, o entrambi, più dello spazzolino da solo. Gli scovo­lini possono essere più efficaci del filo. Le prove disponibili per altri strumenti (bastoncini per la pulizia dei denti o irrigatori orali) sono li­mitate e incoerenti.

Gli outcome, però, sono stati, per lo più, misura­ti a breve termine e i partecipanti avevano, nella maggior parte degli studi, un basso livello di infiamma­zione gengivale al baseline. Nel complesso, la qualità delle prove è stata da bassa a molto bassa e le dimensioni dell’effetto osservate potrebbero non essere clinica­mente importanti.

Gli studi futuri dovrebbero riportare lo stato paro­dontale dei partecipanti secondo la nuova classificazione delle malat­tie parodontali e durare abbastan­za a lungo per misurare le lesioni cariose interprossimali e la paro­dontite.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.08.2020.05




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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