01 Ottobre 2020

Trattamento di una giovane paziente affetta da parodontite di Stadio III e Grado C

Rubrica SIdP

Filippo Citterio

La paziente M.H. di 23 anni, di origine marocchina, impiegata presso una bi­blioteca di Torino, è giunta alla nostra os­servazione presso il Reparto di parodon­tologia del C.I.R. Dental School nel mese di luglio 2015, riferendo il proprio timore relativamente alla situazione della pro­pria bocca. In particolare, la paziente era preoccupa­ta dal sanguinamento proveniente dalle gengive durante lo spazzolamento o spontaneamente e dalla mobilità di alcu­ni elementi.

Il suo desiderio era quello di fare il possibile per mantenere la propria dentizione naturale, anche in relazione al fatto che la madre aveva perso tutti gli elementi dentali tra i 35 e i 40 anni. L’anamnesi medica non era significativa e la paziente riferiva di non avere mai fre­quentato un dentista in maniera routina­ria. L’ultima visita presso uno studio odontoiatrico risaliva al 2011 per l’estra­zione dei quattro terzi molari. Tuttavia, la ragazza non era mai stata sottoposta a trattamenti parodontali né istruita riguardo alle manovre di igiene orale.

Durante l’esame obiettivo intrao­rale eseguito il giorno della prima visita non sono state riscontrate altera­zioni macroscopiche dei tessuti molli orali. Erano però presenti alcune altera­zioni del tessuto duro dentale riconduci­bili a una condizione di fluorosi partico­larmente evidente sugli elementi: 1.7, 1.6, 2.5, 2.6, 2.7, 3.6, 3.7, 4.6 e 4.7. Su­gli elementi 1.7, 2.7, 3.7 e 4.7 si apprez­zavano, inoltre, cavità di colore bruna­stro e tessuto dentale di consistenza friabile, probabilmente riconducibili a le­sioni cariose in corrispondenza di altera­zioni da fluorosi. L’occlusione era bilanciata posterior­mente e non era stata persa dimensione verticale.

Erano tuttavia presenti un overjet e un overbite aumentati (rispetti­vamente 4 e 3 mm) e svariate malposizio­ni dentali quali la proclinazione degli ele­menti del II e V sestante, l’estrusione de­gli elementi 3.2, 3.1, 4.1, 4.2, la linguo-versione di 4.7 e 4.6. Erano, infine, pre­senti diastemi tra gli elementi 1.4 e 1.3 e tra 2.3 e 2.4.

All’esame extraorale non erano apprezzabili evidenti asimmetrie del viso, segni di linfoadenopatia né pa­tologie dell’ATM. Alla palpazione della muscolatura la paziente non avvertiva fa­stidio, né dolore. Il profilo della paziente era biprotruso. In prima visita è stato eseguito un son­daggio parodontale che ha riscon­trato la presenza di numerose tasche pa­rodontali (PD ≥4 mm), abbondanti depo­siti di placca specialmente a livello degli spazi interprossimali e sui versanti lin­guale e palatino (Full mouth plaque score - FMPS: 42,7%) e sanguinamento al son­daggio generalizzato (Full mouth blee­ding score - FMBS: 86,3%). Ventisei denti su 28 presentavano PD ≥4 mm e 42 siti avevano PD ≥6 mm.

Distal­mente agli elementi 1.7 e 2.7 sul versante palatino la posizione del tessuto gengiva­le era coronale alla giunzione amelo-ce­mentizia e sosteneva la presenza di pseudotasche. Gli elementi 1.2, 3.2, 3.1 e 4.1 avevano una mobilità di II Grado e gli elementi 2.2, 3.3 e 4.2 di I Grado. Non erano altresì presenti lesioni delle forca­zioni sondabili clinicamente. Il risultato del sondaggio parodontale ha quindi indirizzato le scelte terapeutiche verso l’esecuzione di un esame radiogra­fico sistematico intraorale per poter valu­tare in maniera esaustiva le condizioni della paziente.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.08.2020.09




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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