01 Novembre 2020

Un modello di odontoiatria culturale, formativa e sociale

Intervista a... Roberto Di Lenarda

Lorena Origo

Università, pandemia, odontoiatria sociale, aggiornamento scientifico: questi, e non solo, i temi sviluppati con Roberto Di Lenarda, primo laureato in odontoiatria a diventare Rettore in Italia, dell’Università di Trieste, e oggi Presidente del CDUO.

Professor Di Lenarda, partirei affrontando il tema, purtroppo cogente, che ha travolto tutti, mondo universitario compreso: la pandemia.
È stato uno tsunami che ha stravolto l’in­tero sistema. Durante il lockdown la libera professione si è spontaneamente e co­scienziosamente fermata tranne la garan­zia di gestione dei casi urgenti che spes­so, peraltro, venivano dirottati nelle strut­ture pubbliche; l’odontoiatria universita­ria, abbiamo tanti esempi in Italia, ha svol­to in quel momento un ruolo rilevante.

Anche nell’odontoiatria pubblica sono cambiati i protocolli operativi e questo ha portato a un aumento dei tempi dei tratta­menti, a una minore accessibilità per unità di tempo, a un aumento significativo dei costi per la necessità di dotarsi dei dispo­sitivi di protezione individuale – che in mol­te sedi non sono stati disponibili per molti mesi e, in alcuni casi, sono ancora insuffi­cienti – oltre alla necessità di riorganizzare strutturalmente gli spazi ambulatoriali.

I tirocini di specializzandi e studenti sospe­si a fine febbraio-inizio marzo – e a Trieste riattivati, pur se significativamente ridotti – non sono ancora ripresi in tutte le sedi, ed è chiaro pertanto che un prezzo importan­te nella formazione è stato pagato.

Come Collegio dei Docenti Universitari di discipline Odontostomatologiche avete avanzato la proposta di creare un primo biennio/triennio comune per i corsi di laurea in medicina e odontoiatria.
È un progetto in cui credo molto, e che ho avuto l’opportunità di sottoporre al ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi e che sarà sul tavolo della Commissione mista MUR-Ministero Salute-Crui recentemente insediata e di cui faccio parte.

Possiamo ipotizzare di creare un biennio o, auspicabilmente, un triennio comune tra i due corsi di laurea. I vantaggi di un percor­so cosiddetto a Y sarebbero un innalza­mento delle conoscenze “mediche” dei laureati in odontoiatria, la possibilità per i laureati di entrambi i corsi di iscriversi al terzo o quarto anno dell’altro percorso per acquisire la seconda laurea e, da ultimo, un risparmio economico e un’ottimizzazio­ne nella formazione delle discipline pre-cli­niche che libererebbero risorse da reinve­stire sulle discipline specialistiche.

Noi a Trieste, ma non siamo gli unici, ab­biamo sostanzialmente già mutuato completamente i primi due anni di odon­toiatria e medicina. L’obiettivo però non è quello di avere delle situazioni sparse qua e là per il paese, ma di riuscire a fare un’operazione di sistema…

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.09.2020.02



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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