01 Novembre 2020

Pigmentazioni dentarie da clorexidina: una revisione critica

Rassegna

Giuseppe Pizzo, Fortunato Buttacavoli, Giovanna Giuliana

Obiettivi  Obiettivo di questo lavoro è pro­porre una revisione critica della letteratura sulle pigmentazioni orali indotte dalla clorexidina, in particolare sul meccanismo di for­mazione delle pigmentazioni, sulla loro prevalenza, sui fattori che ne influenzano l’insorgenza e la gra­vità e sull’efficacia clinica del si­stema antipigmentazione a base di sodio metabisolfito e di acido ascorbico (ADS).

Materiali e metodi  È stata effettuata una ricerca bi­bliografica utilizzando in combina­zione le seguenti parole chiave: Chlorhexidine, Mouthwash, Stai­ning, Anti-Discoloration System, Gingivitis, Plaque.

Sono stati presi in considerazione articoli scientifici e revisioni della letteratura in inglese, in tedesco e in italiano. La valutazione della let­teratura sull’efficacia dell’ADS è stata effettuata su 12 studi clinici randomizzati e controllati che va­lutavano l’efficacia antipigmen­tante e l’effetto sulla placca e sul­la gengivite di collutori contenenti clorexidina e ADS disponibili in commercio sul mercato italiano.

Non sono stati presi in considera­zione gli studi clinici che hanno te­stato sistemi antipigmentazione diversi dall’ADS.

Risultati  Sono stati presentati i meccanismi coinvolti nella formazione delle pigmentazioni (reazione di imbru­nimento non enzimatico di Mail­lard, formazione di solfuri di ferro e stagno, precipitazione di cromo­geni alimentari, suscettibilità indi­viduale) e la loro prevalenza.

I fattori che influenzano insorgen­za e gravità delle pigmentazioni sono rappresentati dalla concen­trazione della clorexidina, dalla presenza di placca sulle superfici dentarie, dall’assunzione di cibi e bevande cromogene e dal fumo di tabacco, veicolo di sostanze cro­mogene.

L’ADS è un sistema antipigmenta­zione brevettato a partire dal 2003 e presente in collutori con­tenenti clorexidina commercializ­zati in Italia. La sua azione antipig­mentante si esplica mediante ini­bizione della reazione di imbruni­mento non enzimatico e della for­mazione di solfuri metallici cro­mogeni.

La maggior parte degli studi ha evidenziato che il collutorio conte­nente ADS è efficace nell’inibire la formazione di pigmentazioni, mantenendo sia l’attività antiplac­ca che quella inibente l’infiamma­zione gengivale.

Una recente metanalisi, condotta su risultati ottenuti da studi clinici che testavano anche sistemi al­ternativi all’ADS, ha confermato tali risultati, con qualità delle prove da debole a moderata.

Conclusioni  Dall’analisi dei 12 studi presi in esame emerge una rilevante varia­bilità metodologica, che potrebbe essere responsabile della non uni­vocità dei risultati, con particolare riferimento all’attività antiplacca.

Sono auspicabili ulteriori studi randomizzati e controllati con di­segno omogeneo, soprattutto in relazione alla sospensione delle manovre di igiene orale durante l’utilizzo del collutorio, al controllo dei cromogeni alimentari, al ti­ming della rilevazione degli indici e all’inclusione di pazienti paro­dontopatici o sottoposti a chirur­gia parodontale.

Significato clinico  I risultati di una recente metanalisi indicano che i sistemi antipigmen­tazione contenuti nei collutori sono efficaci nel prevenire la formazione di pigmentazioni soltanto quando l’uso del collutorio non è associato alle manovre di igiene orale domi­ciliare (prove di qualità moderata). La metanalisi indica altresì che l’aggiunta di un sistema antipig­mentazione non influenza negati­vamente l’efficacia clinica della clorexidina (prove di qualità da de­bole a moderata).

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.09.2020.04




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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