01 Marzo 2021

Trattamento dei denti dilacerati: revisione narrativa

Rassegna

Andrea Fama, Davide Cavagnetto, Andrea Abate, Andrea De Filippis, Eleonora Mainardi, Luca Esposito

Obiettivi  Con il termine dilacerato si inten­de un elemento dentale che pre­senta un’alterazione dell’inclina­zione assiale della corona rispet­to alla radice. La dilacerazione può verificarsi a livello della giun­zione corona-radice con una de­formazione della giunzione ame­lo-cementizia, oppure può essere presente ovunque lungo la su­perficie della radice e include una qualsiasi modifica assiale durante il processo di formazione della radice stessa.

Lo scopo del lavoro consiste nel fare un’analisi della letteratura sugli elementi dentari dilacerati, presentando epidemiologia, ezio­logia, diagnosi e opzioni terapeu­tiche.

Materiali e metodi  La revisione è stata condotta at­traverso i seguenti database elet­tronici: Medline, PubMed, Emba­se, Cochrane Library.

Sono stati selezionati articoli tra il 1970 e il 2017. Utilizzando l’op­zione “limits”, sono stati conside­rati solo gli articoli in inglese che si riferiscono agli “humans”. Non sono stati presi in considerazione gli articoli che non riguardavano un argomento odontoiatrico e nemmeno quelli pubblicati prima del 1970.

Sono stati presi in esame articoli con informazioni su eziologia, diagnosi e terapia e articoli speci­fici sul ruolo del trattamento chi­rurgico e riabilitativo.

Due degli autori sono stati re­sponsabili della selezione non in cieco degli articoli. I disaccordi sono stati risolti dalla discussio­ne o dal coinvolgimento di un al­tro revisore. I dati estratti sono stati raccolti sui seguenti ele­menti: rivista e anno di pubblica­zione, disegno dello studio, risul­tati terapeutici, etnia e conclu­sioni dell’autore.

Risultati  La ricerca bibliografica al netto dell’eliminazione dei duplicati ha prodotto 390 articoli. Duecento­sette articoli sono stati selezionati dal database. Successivamente sono stati esclusi 156 articoli rite­nuti non rilevanti sulla base di ab­stract, titolo e disegno dello stu­dio. Sono stati letti i testi integrali di 51 articoli per poter escludere ulteriori studi non pertinenti. Solo 31 articoli hanno soddisfatto i cri­teri di inclusione.

Conclusioni  Il principale problema è di tipo diagnostico. Gli esami di primo li­vello per la diagnosi sono radio­grafie periapicali e ortopantomo­grafia. In caso di elementi dilace­rati in posizione vestibolare, è possibile utilizzare una radiogra­fia occlusale. Come confermato in letteratura, uno studio condot­to su elementi dentali mascellari, la TC ha una specificità e una sensibilità significativamente maggiori rispetto alle radiografie convenzionali e per questo rap­presenta l’esame di secondo li­vello di elezione.

Le tecniche di imaging avanzate sono un requisito essenziale per una diagnosi corretta e per pianifi­care l’accesso chirurgico e il posi­zionamento della legatura, non­ché per definire il percorso otti­male ed efficiente per l’estrusione nella cavità orale, che evita o mi­nimizza il danno collaterale avva­lendosi di supporti intraorali di an­coraggio quali il disgiuntore rapido del palato o l’ancoraggio schele­trico (miniviti e miniplacche).

Questo studio suggerisce che le opzioni combinate ortodontico-chirurgiche per elementi denta­li dilacerati è la migliore opzione di trattamento. Non ci sono pro­ve che dimostrino che l’etnia possa influenzare le opzioni te­rapeutiche.

Significato clinico  Il problema dei denti ritenuti in ortodonzia è oggetto di studio da molti anni per cercare di guidare il clinico alla scelta del trattamento meno invasivo e il più efficace possibile. Le me­todiche presentate sono, al netto delle evidenze disponibili in letteratura, le più indicate nella gestione di queste pro­blematiche.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.03.2021.04




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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