01 Marzo 2021

Decontaminazione nello studio odontoiatrico: valutazione di un nuovo principio attivo

Articolo originale

Enrico Marchetti, Stefano Mummolo, Leonardo Mancini, Vincenzo Quinzi, Eugenio Pontieri, Giuseppe Marzo, Vincenzo Campanella

Obiettivi  L’obiettivo di questo studio in vitro è stato quello di valutare l’effica­cia di un nuovo disinfettante per superfici costituito da un substra­to metabolico antimicrobico con­tenente ioni argento stabilizzati in acido citrico (AMS) rispetto ai tra­dizionali disinfettanti utilizzati nello studio dentistico.

Materiali e metodi  La valutazione è stata eseguita si­mulando la nebulizzazione prodot­ta durante un trattamento clinico su diverse superfici. L’esperimen­to è stato effettuato in un labora­torio di microbiologia tramite cap­pa a flusso laminare. Il prodotto test (AMS) è stato confrontato con 8 diversi disinfettanti contenenti molecole come ammoni quater­nari e alcoli, ampiamente utilizzati in campo odontoiatrico per la di­sinfezione delle superfici.

I ceppi batterici e fungini utilizzati, coltivati nel brodo Muller Hinton e nel brodo Sabouraud, erano, ri­spettivamente, Escherichia coli, Staphylococcus aureus e Candida albicans.

Simulando la nebulizzazione tra­mite spray di 0,8-1 ml di sospen­sione, contenente carica batterica (104 cellule/ml), su superfici di plastica (piastre di Petri) e di vetro, è stato possibile effettuare una valutazione con gruppo di control­lo negativo (NN). Dopo l’essicca­zione, le superfici contaminate so­no state nuovamente nebulizzate (2-3 nebulizzazioni), ognuna con un solo disinfettante a eccezione delle piastre e delle superfici di vetro per il primo e l’ultimo con­teggio, dette piastre di controllo negativo (NN). Ciascun disinfet­tante è stato fatto agire per circa 2 minuti.

La valutazione dei residui batterici è stata effettuata attraverso la conta delle unità formanti colonie (CFU) con contact slide e contact plate, strumenti utilizzati quotidia­namente nei laboratori microbio­logici per valutare la carica batte­rica presente su superfici conta­minate.

Il test è stato effettuato tre volte per ogni disinfettante e per ogni ceppo batterico/fungino.

Una volta esegui­to il prelievo tramite contact plate e contact slide, le stesse sono state poste in incubatore per 24 ore e il giorno dopo sono state analizzate le unità formanti colonie (CFU).

Risultati  La conta batterica e di Candida al­bicans ottenute sono state pari a 0 per la maggior parte dei disinfet­tanti testati.

Nella prima serie di test sono state riscontrate 102 CFU di Escherichia coli sulle contact plate AMS e 41 CFU di Candida al­bicans sulle contact slide di un di­sinfettante a base alcolica (G).

Nel­la seconda e terza serie di test, in­vece, si è riscontrata una riduzione a 0 CFU per tutti gli agenti disinfet­tanti. Nel gruppo di controllo nega­tivo, invece, si sono sempre evi­ denziate CFU di tutti i microrgani­smi valutati sia sulle contact plate che sulle contact slide.

Conclusioni  Il disinfettante per superfici AMS ha mostrato un’efficacia simile ad altri disinfettanti a base di alcoli e/o composti di ammonio quater­nario. Tuttavia, considerando la ri­dotta tossicità dello stesso rispet­to alle molecole tradizionali, un suo impiego quotidiano potrebbe essere considerato preferibile. Ul­teriori studi saranno utili per con­fermare l’efficacia del presente principio attivo.

Significato clinico  L’utilizzo di molecole naturali, atos­siche e non caustiche come AMS possono essere un’alternativa a principi attivi molto utilizzati quoti­dianamente nella disinfezione delle superfici di lavoro, con un alto tasso di pericolosità e tossicità.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.03.2021.06




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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