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14 Maggio 2017

Detrazioni ovvie ma non concesse, le società scientifiche DOC, i ripensamenti della politica e la carie


Da oltre dieci anni medici e dentisti, e successivamente anche gli altri professionisti, sono obbligati a frequentare un percorso di aggiornamento professionale. Un sistema, quello ECM, che fin da subito ha raccolto le critiche di associazioni e sindacati anche per le disparità di trattamento che questo portava tra chi operava nel SSN (i corsi li doveva fornire Asl o ospedale) ed i liberi professionisti.
Diventa quasi imbarazzante segnalare con soddisfazione l'approvazione di una norma, da un decennio chiesta a gran voce dai sindacati odontoiatrici, che consente a tutti i professionisti di detrarre i costi sostenuti per rispettare un obbligo normativo. Per aggiornarsi (Fad esclusa) i professionisti devono chiudere lo studio, prendere la propria auto, treno o aereo e fare centinaia di chilometri per partecipare ad un congresso o frequentare un corso. Prima dell'approvazione del Job Act del lavoro autonomo avvenuta mercoledì 10 maggio, potevano "scalare" solo il 50% dei costi sostenuti. Professionisti che rispettano l'obbligo normativo ed anche quello deontologico beffati da una norma che non solo non sanziona chi non si aggiorna ma penalizzava economicamente chi rispetta le regole visto che dovevano pagare le tasse su una parte delle spese sostenute. Come se lo Stato avesse considerato in questi anni questo girovagare per l'Italia in cerca di crediti formativi allo stesso modo in cui lo studente considera la gita scolastica: non un momento formativo ad integrazione del programma scolastico ma un momento ludico. La visita ai Musei Vaticani il prezzo da pagare per poter fare casino tutta la notte in albergo con i compagni di scuola.
Dopo 10 anni il Governo ha, finalmente, ascoltato le richieste dei sindacati rendendo deducibili interamente le spese per l'iscrizione agli eventi formativi ed anche quelle sostenute per viaggio e soggiorno. (vai alla notizia)

Società Scientifiche con il bollino

Ha ragione il presidente CAO Giuseppe Renzo quando sostiene che l'approvazione del regolamento per potersi definire Società Scientifica in Odontoiatria è un passaggio storico, se non altro perché nel settore riuscire a portare a casa regole condivise non è mai stato facile. Riuscire a riunire una parte di Società scientifiche di settore (ad oggi non è ancora noto quali siano quelle che hanno sottoscritto il documento) non è certamente stato facile e va dato atto alla CAO del risultato ottenuto.
Fin dalla prima stesura del Ddl Gelli sulla responsabilità professionale, anche Odonotiatria33 ha sottolineato come il testo contenesse norme molto interessanti che avrebbero condizionato il settore dentale tra queste quella di affidare alle Società Scientifiche il compito di stilare le Linee guida. Nel settore le tante, forse troppe, Società Scientifiche attive hanno prevalentemente svolto un compito di promozione dell'aggiornamento professionale organizzando eventi, al limite hanno indicato decaloghi e guide per i cittadini. Salvo rari casi, l'attività di ricerca clinica nel settore è stata svolta dalle Università e le poche Linee guida validate dal Ministero per l'odontoiatria sono state realizzare da Gruppi di lavoro nominati dallo stesso Ministero della Salute. Anche il Ddl Gelli affida al Ministero della Salute il compito di indicare le regole per poter accreditare le Società Scientifiche che potranno stilare le Linee guida, e per il settore odontoiatrico era già stato nominato un Gruppo di lavoro all'interno del Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria. L'iniziativa CAO è certamente una sorta di autoregolamentazione dove la FNOMCeO e la CAO diventano garanti per l'autorevolezza delle Scoierà scientifiche che da oggi potranno definirsi tali solo se possiedono le caratteristiche approvate nel regolamento. Nulla di quanto la CAO si è fatta promotrice (crediamo) è in antagonismo con quanto indicato dal Ddl Gelli o con il Ministero della Salute, ma segna comunque un percorso importante, volontario, che potrà essere fatto proprio (oppure no) dallo stesso Ministero. (vai alla notizia)

I dubbi della politica

L'intervista pubblicata da Odontoaitria33 al Senatore Luigi Marino, uno dei relatori del Ddl Concorrenza, fa emergere la difficoltà della nostra politica di decidere, oppure, se la vogliamo vedere da un altro punto di vista, dimostra come in democrazia alla fine è la maggioranza che decide: altrimenti non si riesce a legiferare. Il Senatore Marino dice che dal suo punto di vista la norma sull'art.57 avrebbe dovuto essere modificata, che avrebbe voluto riportarla in Commissione "per apportare piccole ma sostanziali modifiche" in tema di società di capitale nonostante quel testo fosse in discussione da 19 mesi. (vai all'intervista)

 

La carie

Ci sono ancora cose da dire sulla carie, cose da sapere sia per il dentista che per il cittadino? A giudicare dai dati epidemiologici si e per questo l'Accademia Italiana di Conservativa ha ideato il progetto hAICarie che Stefano Patroni e Federico Ferraris hanno illustrato. (vai all'intervista)

Norberto Maccagno

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