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04 Giugno 2017

Pazienti che non capiscono, la responsabilità del collaboratore, un business mancato ed i numeri che non coincidono


L'apertura a questo DiDomenica è dedicato all'inchiesta di Altroconsumo sul turismo odontoiatrico. Sintetizzo quali, dal mio punto di vista, sono i punti interessanti emersi dall'indagine. Il primo è ovvio, chi si reca all'estero per le cure lo fa perché spende meno, che per la maggior parte di chi intraprende quella scelta vuole dire poter tornare a masticare visto che in Italia non riesce a sostenere il costo della riabilitazione. Ma interessanti sono gli altri aspetti, a cominciare da quello sui tempi di cura. "All'estero mi hanno subito permesso di masticare invece di farmi perdere tanto tempo", hanno detto molti degli intervistati. Risposta che si abbina a quella che giustifica il fatto che dopo anni i lavori hanno dato qualche problema, ma "è passato del tempo e comunque abbiamo speso poco". Quindi si dicono ugualmente soddisfatti e consigliano gli amici ad andarci. Con buona pace dei dentisti che consigliano cure di qualità e rispetto dei tempi biologici.

Interessanti, anche, i commenti alla nostra notizia dei dentisti postati sui social. In prevalenza se la prendono con i pazienti, con il fatto che questi non capiscono nulla, che non capiscono che la qualità della prestazione all'estero è scarsa ed i dentisti non sono qualificati.

Sulla qualità delle cure italiane ho già avuto modo di dire la mia: non mi sembra si possa generalizzare, anche in Italia ci sono bravi dentisti ed altri meno bravi. La cosa che invece mi stupisce è che nessuno dei dentisti che hanno commentato la notizia si sia posto il dubbio che comunque, il sentito dei pazienti raccontato da Altroconsumo è reale. Certamente è dovuto ad una non conoscenza del problema ma l'ignoranza è sinonimo di mancata informazione. Se un paziente ritiene che andare tante volte dal dentista per fare una riabilitazione implantoprotesica è un disagio, e non valore aggiunto, non è detto che la colpa sia del paziente che la pensa così ma può essere anche del dentista che non solo non ha saputo valorizzare questo aspetto della cura, ma non è stato neppure in grado di spiegargli i motivi. Fossi un dentista leggerei con interesse l'inchiesta, non per colpevolizzare i pazienti ma per capire come la pensano e cominciare a parlargli con il linguaggio di chi vuole spiegare e non insegnare. (vai alla notizia)

 

Ma i collaboratori sono responsabili?

Tra le novità del Ddl Gelli, la legge che riscrive (in parte) la responsabilità medica, ci sono le nuove responsabilità delle strutture che si servono di collaboratori per la cura dei pazienti. L'avvocato Silvia Pari dello studio legale Stefanelli ci ha aiutato a capire quale sia la responsabilità di un collaboratore odontoiatria o igienista dentale nelle strutture odontoiatriche più complesse, ma anche all'interno di uno studio del singolo dentista che si avvale della sua collaborazione. (vai all'approfondimento)



L'altra faccia del turismo odontoiatrico

Lo scorso fine settimana si è svolta a Milano la "fiera" del turismo sanitario. Dai dati presentati la conferma che gli italiani si recano all'estero per le cure, spesso per quelle odontoiatriche, ma sono pochi i cittadini stranieri che abbinano la visita al nostro Paese con la necessità di effettuare cure. E nonostante la nostra medicina (odontoiatria) sia tra le migliori al Mondo. Quello del turismo sanitario è un business che non riusciamo ad intercettare nonostante tutti i presupposti ci siano. (vai alla notizia)



Quanti dentisti serviranno?

Giugno e luglio sono i mesi, in attesa del decreto del Miur che indica i posti a disposizione per i futuri dentisti, in cui tradizionalmente si apre il dibattito su quanti professionisti serviranno in futuro. le Regioni hanno indicato le loro previsioni, la FNOMCeO anche. E come sempre i numeri non coincidono. (vai alla notizia)

 

Norberto Maccagno

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