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23 Luglio 2017

Quando alla fine la colpa è sempre del professionista, la fotografia dell'odontoiatria organizzata che attraverso una norma, alcuni, vorrebbero regolamentare


Questa settimana la cronaca ci ha portato a raccontare una serie di fatti che ripropongono un aspetto non sempre adeguatamente considerato dai professionisti che offrono la loro collaborazione in strutture organizzate o studi privati: la responsabilità.

Andiamo con ordine.

Non serve che ve lo dica, quella della decisione dell'AGCM di archiviare la questione della pubblicità dell'impianto ad un euro è tra le notizie più condivise e commentate della settimana.

Il motivo dell'archiviazione non sembra chiaro (sentendo le dichiarazioni degli interessati), se perché corretta o perché l'azienda l'aveva ritirata. Ma nel concreto, per un mese questa pubblicità è stata vista dai cittadini milanesi, quindi ha dato comunque gli effetti desiderati.

Dimenticate per un attimo che il messaggio vi tocca in prima persona, che sia corretto o non lo sia. Proviamo a pensare che il messaggio oggetto del contendere fosse la promozione di una terapia cardiologica (faccio un esempio ed estremizzo) che provoca gravi danni ad alcuni pazienti. Se per vedere intervenire l'Autority ci vogliono 4 mesi (come avvenuto in questa occasione) mi sembra che un problema ci sia, e ci sia anche se l'intervento arriva nel giro di qualche giorno. E poi in che modo potrebbe intervenire? Con una sanzione e l'obbligo di ritiro?

Ma c'è anche il problema opposto, la pubblicità dell'impianto ad un euro è corretta ed allora perché l'azienda deve ritirarla per paura di sanzioni ed attendere 4 mesi per sapere se poteva comunicare la promozione oppure no?

Come avviene per la pubblicità dei farmaci o quella dei dispositivi medici che deve essere preventivamente autorizzata, anche quelle informative delle strutture sanitarie dovrebbero essere autorizzate. Se si ritiene che l'Ordine non sia un istituto imparziale, allora si affidi, come avviene per farmaci e dispositivi medici, il controllo al Ministero della Salute ma non si può permettere che sui temi legati alla salute (che non è solo quella odontoiatrica), possano trascorrere 4 mesi per decidere se un messaggio è corretto o sbagliato e nel mentre il messaggio... comunica.

Tornando alla vicenda della pubblicità ad un euro ma soprattutto alle responsabilità da non sottovalutare, l'unico che probabilmente dovrà risponderne del messaggio, visto l'archiviazione della denuncia verso l'azienda, sarà quindi il direttore sanitario del centro oggi sotto procedimento disciplinare dal parte dell'OMCeO di Roma.
(vai alla notizia decisione AGCM, vai al commento CAO Milano)


Signori, il dentista ha chiuso

La ricostruzione della vicenda del fallimento della Rimini Dental Center dal punto di vista dei pazienti lasciati senza cure e con le rate dei finanziamenti da pagare raccontata dall'avvocato Emanuele Magnani che per conto della Lega Consumatori li ha assistiti, riporta sul tema iniziale delle responsabilità. Una vicenda per quasi tutti i pazienti finita bene perché gli altri centri che facevano parte della rete in franchising (la Mirò Holding) a cui la clinica era affiliata si sono presi in carico i pazienti lasciati senza cure. Anche quelli che hanno subito i danni sembra che avranno soddisfazione in quanto il legale ha scelto di citare in causa non la struttura fallita ma il singolo professionista che ci lavorava (vai alla notizia).

Responsabilità del professionista collaboratore che non cambia neppure con il Ddl Gelli perché anche in questo caso la struttura sarà certamente responsabile ma potrà rivalersi nei confronti del professionista che ha effettuato le cure. Come ci aveva raccontato l'avv. Silvia Pari.
(vai alla notizia)

La fotografia dell'odontoiatria organizzata

Oltre un miliardo e 100 milioni di euro di fatturato di cui 700 prodotti dalle Catene, 600 unità operative istallate, 1,5 milioni di pazienti trattati, 9 mila circa odontoiatri ed igienisti impegnati a tempo pieno o parziale nelle strutture, 8 mila addetti impiegati tra personale paramedico e amministrativo, 30 milioni di euro di acquisti di materiale e dispositivi medici e 100 milioni di euro di dispostivi protesici acquistati dai laboratori odontotecnici. Sono questi alcuni dati dell'odontoiatria organizzata in forma societaria riferiti al 2016 e raccolti da Key-Stone, la società di ricerca specializzata nel settore odontoiatrico. (vai alla notizia)


Ddl Concorrenza

Il provvedimento è tornato al Senato per essere approvato in via definitiva se non verrà modificato. A battersi per introdurre vincoli per le società di capitale che operano è stata nuovamente ANDI attraverso un emendamento presentato in Commissione e la CAO con una mozione ed una nota inviata ai componenti della Commissione stessa. Per il presidente CAO in ballo c'è la salute dei cittadini.
(vai alla notizia)

Norberto Maccagno

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