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10 Settembre 2017

Dentista poco trasparente, dentista radiato, dentista insicuro, dentista alle prese con il cambiamento


Preciso subito che leggendo la sentenza che ha giudicato un dentista non colpevole del reato di truffa per aver impiantato una corona in resina invece di quella preventivata (e credo pagata) in ceramica, non si capisce se sono state date le motivazioni al paziente, se il cambio è stato dettato da problemi tecnici o clinici intercorsi durante la riabilitazione. Dubito visto che il caso è arrivato fino alla Cassazione.

Sul fronte giuridico la sentenza conferma chiaramente che la protesi è parte integrante della terapia e che il dentista non la rivende ma la utilizza per la cura. Con buona pace delle richieste di fatturazione disgiunta sulla protesi ed anche del Ddl Concorrenza che impone un preventivo dettagliato anche specificando i costi di materiale e dispositivi utilizzati.

Per questo motivo il reato di truffa non è contestabile per una prestazione odontoiatrica. Sentenza che ribadisce anche, con l'archiviazione dell'accusa di lesioni, che di fatto i il materiale utilizzato per il dispositivo protesico (nel caso sotto esame) non influisce sull'esito della cura.

Ribadito questo ci sono però tutte le considerazioni morali, professionali, deontologiche che impongono in un rapporto tra medico e paziente (dove il paziente è la parte debole, quello che si fida e si mette nelle mani del professionista per essere curato) il massimo della trasparenza. Ho già più volte sottolineato che la differenza tra curare e lucrare sulla malattia non è la tariffa applicata ma sulla correttezza della terapia proposta. (vai alla notizia)

 

Prestanome radiato, CAO (finalmente) trasparente

Inutile sottolineare che la notizia della decisione della CAO di Roma di radiare un prestanome condannato ha interessato, e molto, i lettori di Odontoiatria33. Molti i commenti di soddisfazione sui social. A mio parere la vera fonte di soddisfazione non deve essere tanto nel fatto che un prestanome è stato radiato ma che una CAO ha deciso di rendere pubblica la decisione. Non è la prima volta che una OMCeO prende decisioni estreme contro un iscritto ma è il fatto che la CAO non si sia opposta alla pubblicazione della notizia ed abbia persino voluto commentarla a rendere il fatto importante. Importante per la trasparenza dell'operato di un Ente ausiliario dello Stato, ma soprattutto importante perché dimostra che chi sbaglia viene sanzionato. Sono molti i procedimenti che le CAO provinciali aprono nei confronti degli iscritti per vari motivi e la maggior parte si concludono in sanzioni. Ma queste decisioni rimangono per la quasi totalità una questione tra iscritto e CAO, nessuno viene informato, non sono pubbliche (nonostante dovrebbe esserlo). Certo che non ci interessa sapere il nome e cognome dell'iscritto sanzionato (anche se il rischio di vederlo reso pubblico sarebbe un ottimo deterrente) ma credo che tutti gli iscritti siano interessati a sapere il perché si può essere sanzionati e che il proprio Ordine fa il proprio dovere, ovvero verifica l'operato degli iscritti. Quindi applauso alla CAO di Roma non tanto per aver fatto il proprio dovere ma per la trasparenza. (vai alla notizia)

 

Dentiera in prova

In questi giorni i post con la nuova pubblicità di Doctor Dentist che propone la prova gratuita della dentiera per 30 giorni, hanno scatenato commenti e discussioni. Un messaggio pubblicitario, sono convito, corretto dal punto di vista della norma e che sfrutta una tecnica di comunicazione utilizzata in altri settori. L'obiettivo è quello di convincere il paziente che si può fidare visto che la struttura è disposta a riprendersi la protesi se il cliente non è soddisfatto. Come avviene per chi acquista il divano Ektorp all'Ikea.

Quando vedo queste pubblicità, e leggo i commenti polemici, la prima cosa che penso è se il paziente che viene attratto dal messaggio è un paziente che a voi dentisti interessa curare, un paziente che magari gira 4-5 studi in cerca di preventivi, un paziente che è convinto che una protesi sia un oggetto e non un dispositivo medico. Il paziente che si rivolge a questo centro si rivolgeva prima ad un odontoiatria tradizionale oppure ad altri? Poi certo c'è la questione economica delle difficoltà di accedere alle cure per alcuni: ma la pubblicità non parla di prezzo. Dice solo che se non ci si trova è possibile restituire la dentiera e gli vendono restituiti i soldi (anche se questo non viene indicato), come probabilmente avete fatto anche voi con la vecchina che proprio la nuova protesi non la sopportava.

Il problema di fondo, prima ancora di richiedere norme restrittive, la cultura del paziente che pensa che il dentista non è un medico che lo cura ma un professionista che risolve un problema attraverso delle protesi che vengono considerati oggetti. Invertire questa cultura è la vera sfida per il settore. (vai alla notizia)

 

Cambia il paziente o cambia il dentista

Cercheremo una risposa il 25 settembre a Milano durante un workshop organizzato da EDRA attraverso i dati di SDA Bocconi, e le riflessioni degli esperti di settore. (vai al programma)


Norberto Maccagno

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