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04 Marzo 2018

La pletora utile, il CTU specifico, il nomenclatore tariffario, il sito on line


Da sempre la pletora odontoiatrica è ai primi posti tra i “mali dell’odontoiatria”. Confesso che il termine pletora (termine che come sapete bene indicava una patologia medica), non mi è mai piaciuto perché dà un’eccezione negativa ai neo laureati, come se quelli arrivati prima fossero meglio degli ultimi. Ed invece sappiamo bene che l’attuale numero di iscritti all’Albo è condizionato dagli iscritti entrati alla facoltà di medicina prima del numero chiuso e non a seguito dell’istituzione della laurea in odontoiatria.  

Una battaglia quella contro la pletora che, leggendo i dati FNOMCeO sul numero di iscritti all’Albo degli Odontoiatri pubblicati da Odontoiatria33, sembrerebbe persa. Oltre 61 mila gli iscritti al 31 dicembre 2017.

Potrebbe sembrare così, se facciamo una lettura superficiale, populista, se cerchiamo di trovare come sempre un comodo capro espiatorio ai mali della professione. E lascio perdere che, poi, i veri numeri da considerare per capire se siete in tanti o in pochi dovrebbero essere quelli delle partite iva attive, ovvero intorno ai 45mila.

In realtà, leggendo i dati riportati nel nostro articolo, si scopre che le politiche restrittive adottate per gestire l’accesso ai corsi di laurea, attivate non per limitare il numero di esercenti ma in funzione del potenziale formativo degli atenei, hanno dato il loro frutti.

Tra 5-15 anni lasceranno la professione 30 mila dentisti, quasi il 50% degli attuali iscritti, tutti entrati nel modo professionale prima del “numero chiuso”. Ad entrare, invece, saranno circa mille neo laureati, compresi quelli con laurea straniera.
Ed il paradosso sarà che a “godere” dei benefici di quella norma saranno proprio quei dentisti che non trovavano corretto doversi sottoporre ad un test per iscriversi all’università, mentre ad essere penalizzati saranno quelli che chiedevano la chiusura per alcuni anni dei corsi di laurea.

Motivo l’affermazione.

I primi, quelli che oggi hanno meno di 50 anni vedranno negli anni ridursi il numero di concorrenti (certo magari nasceranno più cliniche odontoiatriche ma all’interno sempre solo laureati in odontoiatria potranno curare i pazienti), mentre i secondi, quelli che nei prossimi anni andranno in pensione, vedranno anno dopo anno ridursi la possibilità di trovare un collega disposto a rilevare il proprio studio perché saranno sempre più gli studi in “vendita” rispetto al numero di potenziali dentisti che potranno acquistarli. (vai alla notizia)


SE NON LI AVETE LETTI, CONSIGLIO LA LETTURA ANCHE DI QUSTI ARTICOLI: 


Un albo per i CTU odontoiatrici

Era una richiesta che da decenni veniva avanzata dalla professione alla politica. Ora uno dei primi atti della nuova CAO è stata quella di fare inserire nelle indicazioni che la FNOMCeO invierà agli Istituti preposti in vista delle realizzazione del documento che indicherà i criteri e le procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici, di creare un albo per i CTU odontoiatrici. (Vai alla notizia)


Nomenclatore delle prestazioni e tariffario indicativo

E’ stato accolto con favore l’annuncio del presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo di voler istituire a breve un Tavolo per realizzare un nomenclatore con le caratteristiche delle prestazioni odontoiatriche e successivamente un tariffario indicativo riconosciuto dalla professione e pubblicato dal Ministero della Salute. (vai alla notizia)


Il nuovo Odontoiatria33 è on line  

Lunedì il nuovo Odontoaitria33 è andato online. Come per tutti i “traslochi” qualche problema c’è stato, ma piano piano stiamo tornando alla normalità, aprendo gli scatoloni e mettendo le notizie negli scaffali giusti. Quali sono le vostre impressioni, qualche consiglio? (vai alla notizia)    


Norberto Maccagno

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