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08 Aprile 2018

“Si curino i denti a casa loro”. Quando il populismo compromette la salute degli italici denti

Norberto Maccagno

Nei momenti di incertezza, per cercare conforto, il popolo di Facebook si aggrappa al populismo in formato immagine con annesso slogan di denuncia. Tra le tante condivise da molti utenti in questi giorni quella che ritrae due Vigili del Fuoco intenti a scavare tra le macerie ed una scritta che indica la cifra del loro stipendio (1.400 euro al mese). Sotto l’immagine di un commesso della Camera dei Deputati con la scritta, “lui ne prende 10 mila”.

Ovviamente la proposta populista sostenuta con migliaia “like” è quella di abbassare lo stipendio del commesso, non quella di aumentare lo stipendio a chi giornalmente rischia la vita per proteggerci o difenderci.

Le polemiche nate in questi giorni sulla questione assistenza odontoiatrica dei migranti a Grosseto possono essere l’esempio calato nel nostro settore. (leggi la notizia)

L’Asl pubblica sul proprio sito un comunicato, forse non chiaro, con il quale annuncia l’attivazione di un servizio di prevenzione odontoiatrica in un centro di assistenza che accoglie i richiedenti asilo, la stampa locale ne dà notizia, magari ancora meno chiaramente, e ne nasce un caso politico da parte delle forze politiche di destra (dando per scontato che esista ancora la destra e sinistra).

In sintesi, dalla stampa locale sembra passare la notizia che l’Asl Toscana Sud Est ha stanziato 2 milioni di euro per l’assistenza migranti. In realtà, da quanto abbiamo appreso sentendo persone vicine a chi gestisce il progetto, i 2 milioni di euro sono quanto stanziato nel 2014 per l’assistenza odontoiatrica in tutta la Toscana (per tre anni) e il progetto di assistenza ai migranti consiste nel mandare un odontoiatra insieme ad un igienista dentale a visitare, un mattino ogni tanto, gli ospiti del centro per insegnargli le tecniche di igiene orale ed effettuare visite. Se durante la visita vengono riscontrati problemi di carie allora vengono inoltrati all’ambulatorio dell’Asl per curarli. E questo per evitare, come succede spesso ci dicono da Grosseto, che queste carie degenerino in pulpiti acute costringendo i medici del centro ad attivare la procedura di urgenza (trasposto al pronto soccorso, prescrizione di una visita urgente odontoiatrica e poi accesso all’ambulatorio territoriale). Un “giro”, non solo burocratico, che con le visite preventive e l’intervento diretto ai pochi che ne hanno necessità, si risolve evitando di intasare le strutture pubbliche già in affanno.

Lega Nord, Fratelli d’Italia, Casa Pound, Forza Italia, hanno subito protestato dicendo che non è giusto che si pensi al dente del migrante mentre si lascia la vecchina di Grosseto senza cure.

Stesse polemiche erano nate anni fa in Lombardia quando, sempre la Lega, si indigno notando che presso gli ambulatori odontoiatrici pubblici “c’erano solo migranti”, invocando la tutela del solo “italico dentone cariato”.

Forze politiche che, sia quando sono state al governo che all’opposizione, non si sono mai preoccupate di capire che la presenza di molti cittadini extracomunitari negli ambulatori odontoiatrici pubblici (dopo molti mesi per i lunghi tempi di attesa) non è perché vengono privilegiati rispetto agli italiani, ma perché negli anni si è abbassata talmente l’asticella dei LEA, di coloro che possono accedere alla cure odontoiatriche gratuitamente, che solo chi veramente ha meno del nulla può usufruirne.

LEA che oggi considerando la vecchina, con la pensione sociale che neppure le consente di pagare luce e gas, una benestante.

Ma di politici sulla barricate per chiedere una odontoiatria pubblica che realmente aiuti chi non riesce a rivolgersi ad un dentista privato non ne abbiamo mai visti. Più facile e più utile alla loro causa chiedere di obbligare il migrante a tenersi il mal di denti, piuttosto che battersi perché l’odontoiatria pubblica diventi una realtà in molte Asl italiane.  Meno per tutti sembra, da tempo, lo slogan di certa politica per accaparrarsi i voti che servono per garantirsi lo stipendio da parlamentare. Il dubbio è  se la colpa sia di chi cavalca il populismo o del popolo che abbocca?

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