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15 Aprile 2018

Ingiusto voler interrompere una storia d’amore

Norberto Maccagno

La notizia della denuncia della dentista che faceva lavorare il marito nel suo studio fa male al cuore, trovo che invece sia una bella storia d’amore. Stando a quanto ha informato la stampa locale siamo di fronte a due innamorati oramai attempati (lui avrebbe 58 anni), ma con ancora la voglia di stare insieme, condividere ogni momento  e poco importa se la legge italiana consente di mettere in comune i beni ma non la laurea.

Mi immagino i due appena sposati, lei apre il suo studio mentre, lui, fa un altro lavoro. Il dolore del distacco patito tutte le mattine, doversi separare, lasciare la loro casa di Terni per recarsi nei rispettivi luoghi di lavoro; ed al tempo non c’erano neppure i telefonini con cui mandarsi ogni 5 minuti messaggini con faccine e cuoricini.

Mi immagino la dottoressa/moglie/innamorata, non sopportando più di vedere il marito fugacemente a pranzo e poi fino a sera più nulla, prendere la decisione: “amore ma perché non lasci il tuo lavoro e viene a da me in studio?”

Ecco coronato il loro sogno: insieme tutto il giorno, lei a curare i pazienti e lui ad accoglierli, magari anche ad assisterla lanciandogli occhiate amorose tra una otturazione e l’altra, cogliendo ogni occasione per sfiorarsi le mani, anche se protette dai guanti.

La dottoressa è brava, la voce gira ed i pazienti aumentano, magari sono arrivati anche dei figli ed il tempo diventa sempre meno e gli impegni sono tanti: studio, scuola, sport, genitori che stanno invecchiando e devono essere accuditi.

Servirebbe un collaboratore, magari un’igienista dentale per fare le sedute di igiene mentre la dottoressa svolge mansioni più redditizie per lo studio.

Intanto sono passati anni dal matrimonio, immagino la dottoressa che si guarda allo specchio e si chiede se è ancora bella come un tempo, se piacerà ancora al suo dolce marito. Qualche piccola ruga le fa sorgere dei dubbi: “ma se prendo una giovane igienista poi magari mio marito mi tradisce e se prendo un igienista maschio, poi, pensa che mi sia stufato di lui”.

Ecco il colpo di genio: “amore, che ne pensi se ti insegno a fare la detartrasi e se capita magari fai anche qualche carietta?”.

E mi sembra di vedere lui dirle, titubante: “ma cara, per fare questo serve una laurea, bisogna studiare tanto come hai fatto tu, pensi che sia facile, che ci si possa improvvisare?” Ma lei lo rassicura: “tutte cazzate, in poco impari anche tu, che ci vuole, la laurea è solo un pezzo di carta”.

Così le prime sedute d'igiene, le prime otturazioni fatte insieme e poi da solo, mentre la moglie mette un impianto, prepara un circolare.

Ma i destino è “crudele”, la letteratura conferma che le più limpide storie d’amore sono minate da cattivi dal cuore arido. Il Don Rodrigo di turno che vuole impedire a Renzo e Lucia di vivere insieme, o il poliziotto del commissariato di Terni che si finge paziente e scopre il marito senza laurea a curare un dente.

Ora c’è il rischio non solo di pagare una pesante multa -l’amore non si ferma davanti al vile denaro- ma pure di dover ricomprate tutto perché la Legge Lorenzin prevede la confisca di quanto utilizzato nel compiere il reato, oltre al rischio per la dottoressa di non lavorare per un po’, perché interdetta dalla professione.

“Ci basterà quanto abbiamo messo da parte in questi anni per sopravvivere?”, avranno pensato confortati dalla possibilità di essere insieme tutto il giorno, senza distrazioni di pazienti doloranti.

L’unica speranza è che capiti come nel 2009 -quando la moglie, dice la stampa locale, sarebbe già stata denunciata per lo stesso reato- chi è chiamato a giudicare o sanzionare capisca che l’amore non ha frontiere o barrire e non può contenersi davanti a leggi o regole … e si passi nuovamente oltre facendo finta di nulla.


Al link la (seria) notizia del fatto di cronoaca di Terni

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