HOME - DiDomenica
 
 
25 Novembre 2018

Fondi integrativi ed il coltello dalla parte del manico

Norberto Maccagno

La questione Previmedical mètaSalute ha riaperto il dibattito sui Fondi integrativi e sul convenzionamento diretto ed indiretto.
Da una parte AIO, ANDI ed anche CAO che ritengono che la formula più corretta sia quella di permettere ai cittadini di rivolgersi al dentista che preferiscono, rimborsando poi al paziente la cifra che gli spetta secondo quanto previsto dal proprio Fondo.  
Dall’altra i gestori dei Fondi (Odontoiatria33 ha sentito Faschim, Casagit, Fasi e mètàSalute) spiegano che in questo modo si penalizzerebbe l’assistito perché dovrebbe anticipare il costo delle cure e comunque si vedrebbe rimborsare solo una parte di quanto speso, oltre a dovere espletare le pratiche burocratiche; mentre rivolgendosi ad un dentista convenzionato ottengono la cura prevista senza anticipare un euro.  

Inoltre, ricorda l’AD di mètaSalute, molti fondi –comunque- prevedono la possibilità di continuare a rivolgersi al proprio dentista e chiedere un rimborso di quanto spendono, ma rivolgendosi al dentista convenzionato “gli conviene di più”. 

Un settore quello dei Fondi integrativi che, stando ad una recente inchiesta del settimanale Plus de Il Sole 24 Ore vale 14 milioni di iscritti e le prestazioni odontoiatriche sono tra le più richieste. 

I problemi con Previmedical (burocrazia e ritardi nei pagamenti) hanno acuito le criticità del convenzionamento da parte dei dentisti che da sempre lamentano tariffe basse, una pesante burocrazia e lunghi tempi per ottenere il pagamento delle fattura
Commentando sulla nostra pagina Facebook le notizie che in queste settimane Odontoiatria33 ha pubblicato sul tema, alcuni lettori sentenziano: alla fine Previemdical si troverà senza dentisti convenzionati

Ed è probabilmente questo il “succo” di tutta la questione: il dentista può scegliere di convenzionarsi o meno, di sottostare alle regole che il Fondo gli propone oppure no. Da una parte le condizioni contrattuali, dall’altra la possibilità di assistere i pazienti aderenti al fondo

Secondo i dati presentati dal Servizio Studi ANDI al Work Shop di Cernobbio del maggio scorso, il 30% dei soci ANDI è convenzionato. Di questi il 58% ha chiesto direttamente di convenzionarsi mentre gli altri hanno accettato dopo essere stati contattati. Del 70% circa dei non convenzionati, il 57% ha declinato la richiesta di convenzionamento mentre il 35% non è stato contattato. Interessante il 7% di dentisti non convenzionati che dice di aver provato a contattare i fondi per aderire ma senza esito.

E quello del vorrei convenzionarmi ma non ci riesco perché il fondo non ne ha più bisogno, è un aspetto che alcuni lettori in questi mesi ci hanno evidenziato attraverso mail inviate in redazione. 

E la dimostrazione che probabilmente i Fondi hanno più dentisti pronti a convenzionarsi di quanti gli servano la abbiamo dal fatto che alcuni gestori neppure rispondono più alle richieste degli studi, che si deve pagare (per accedere alla piattaforma per gestire le pratiche), che vengono proposti tariffari al ribasso e che, per esempio, la stessa Previmedical non si fa problemi a disdire leoconvenzioni con gli studi che secondo loro “si comportano male”. 

Alla fine è sempre il rapporto tra domanda ed offerta a permettere ad un sistema economico di funzionare o meno. E chi ha “il coltello dalla parte del manico”, detta le condizioni. 

Se a rappresentare i dentisti nella contrattazione dei rapporti economici e gestionali con il Fondo fosse un unico soggetto che parla per conto di tutti gli studi, probabilmente le condizioni dell’accordo sarebbero migliori, invece il fondo tratta con il singolo che ha un potere contrattuale infinitamente basso.

E poi negli ultimi anni sul mercato si sono affacciati nuovi “erogatori” di prestazioni odontoiatriche (le Catene, i poliambulatori), più organizzati dal punto di vista della gestione burocratica ed alla continua ricerca di pazienti per “fare rendere a pieno regime” le potenzialità delle cliniche.  

E’ “fanta economia odontoiatrica” pensare che l’aver stretto le maglie della convenzione possa essere una scusa per costringere molti studi a rinunciare alla convenzione perché alle porte ci sono altri soggetti che premono per accaparrarsi quel milione e mezzo di lavoratori iscritti a mètaSalute?  

Certamente la questione della tipologia del convenzionamento (diretto o indiretto) è importante, ma dovrebbero anche essere i pazienti a sollevare il problema e non solo i sindacati dei dentisti. Assistiti che dovrebbero dire al Fondo: io da quello che vuoi tu non ci vado, voglio continuare ad andare dal mio dentista. Altrimenti, vista dall’esterno, la battaglia può essere intesa come corporativa e non fatta per tutelare il paziente. (Vi prego, adesso non mettetevi a spiegatemi i perché, li conosco. Li dovete spiegare e fare capire alla politica) 

La questione vera è quella che ha posto il presidente CAO Raffaele Iandolo nel suo ruolo di garante verso il cittadino: il rischio è sulla qualità delle cure. Un dentista stritolato da tariffe troppo basse scenderà a compromessi su tempi da dedicare a quel paziente e materiali da utilizzare, lasciando da parte etica e deontologia. 

Questione che anche l’AD di mètaSalute ha posto nell’intervista concessa ad Odontoiatria33 quando dice che: il Fondo ha tutto l’interesse che i dentisti che collaborano con loro siano soddisfatti

Poi c’è una questione tutta sindacale. Da una parte, cercare di cambiare le regole dei Fondi, rischiando che quelle proposte vengano viste come corporative e non a favore del cittadino (che fatica ad andare dal dentista a pagamento), dall’altra cercare di tutelare i dentisti convenzionati, con il rischio di venire criticati da chi, come qualcuno ha scritto su Facebook, pensa: “ben gli sta, dovevano pensarci prima”.    

Articoli correlati

Ricerca UniSalute: tra le preoccupazioni degli italiani i costi delle cure dentistiche. Un terzo di chi acquisterebbe una polizza sanitaria chiede che contemplino anche le cure odontoiatriche


Il dott. Usoni si è fatto i calcoli di quanto costa trattare un paziente proveniente da un fondo. Calcoli alla mano lui, sembra, non starci dentro. Questo il suo racconto 


Sotto di tutti i limiti di un sistema che va profondamente riformato e che non ha trovato l’attenzione della Politica. I perché del dott. Damilano


In attesa di capire se e come l’Antitrust si interesserà dell’esposto promosso da ANOMeC, l’iniziativa ha già raggiunto un primo obiettivo: coinvolgere i media. Almeno il Data Room di Milena...

di Norberto Maccagno


La fotografia della sanità integrativa per le cure odontoiatriche attraverso i numeri e le criticità per pazienti e dentisti e la proposta di spostare i 4 miliardi di defiscalizzazione per...


Altri Articoli

Lo rileva una indagine condotta da una associazione UK, intanto in Spagna l’Ordine denuncia una azienda per la vendita di sbiancanti con concentrazione di perossido superiore al consentito


Rinvio di un mese per problemi sul sistema informatico che gestisce la raccolta della documentazione


CAO Milano fornisce chiarimenti su compiti e responsabilità di verifica e sul ruolo del Direttore sanitario qualora venga a conoscenza che un collaboratore della struttura non è vaccinato


Aperte le preiscrizioni al Master universitario di 1° livello organizzata dal COI con la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino che si terrà a partire da...


Agorà del Lunedì     20 Settembre 2021

Game changer….

Per il prof. Gagliani è questa la scelta che deve fare l’odontoiatra: riorganizzarsi per dare risposte alle “nuove” esigenze dei pazienti oppure arroccarsi in un giardinetto costituito di...

di Massimo Gagliani


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

ECM: abbiamo fatto il punto con Alessandro Nisio