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19 Maggio 2019

Quando la prevenzione viene prima di tutto e deve essere promossa ad ogni occasione

di Norberto Maccagno


Come molte delle “tendenze” che buona parte dei nostri politici utilizzano oggi per attirare l’attenzione dei potenziali elettori, il primo ad inserire tra le promesse elettorali le prestazioni odontoiatriche è stato Silvio Berlusconi. La famosa promessa “una dentiera per tutti” ha sdoganato la questione odontoiatrica inserendola a pieno titolo tra le attese della popolazione: al pari di riduzione delle tasse, del bollo auto, più sicurezza, più lavoro etc.  

Berlusconi è stato un maestro nel saper intercettare i bisogni delle persone, capire cosa volevano sentirsi promettere per attirare la loro attenzione elettorale. Così nelle tante campagne elettorali che hanno contraddistinto i nostri ultimi 20-30 anni, la questione cure odontoiatriche è stata presente in molti programmi di governo della politica (sia di destra che di sinistra) che si proponeva alla guida del nostro Paese. Ovviamente per essere accantonata subito dopo, perché le promesse elettorali si scontrano poi con la fattibilità del metterle in pratica.  

E così un vero progetto di odontoiatria pubblica o di odontoiatria sociale non è mai stato non solo attivato, ma neppure proposto nel concreto adducendo sempre al fatto che non ci sono i soldi. Scusa che, nell'attuale modello comunicativo della politica, come la promessa elettorale deve essere chiara e facilmente comprensibile dall’elettorato che non si vuole porre troppe domande ma si sente tranquillizzato dal sapere che un politico ha a cuore un suo bisogno.  

Magari oltre a promettere si fosse provato, seriamente, a capire quali erano i bisogni dei cittadini in tema di salute orale, e le risorse a disposizione, si sarebbe potuto attivare comunque qualche progetto utile e sensato. Ma fare una promessa o dare la colpa ad altro o altri per non riuscire a mantenerla costa la stessa fatica, e comunque molto meno di cercare di renderla concreta.  

Per un segretario di partito a livello nazionale è facile promettere, parlare ai cittadini, ma per un candidato locale?  

Un tempo le nostre “buche delle lettere” raccoglievano decine di “santini elettorali” con il volto del candidato locale che si presentava. Lungo le strade i loro faccioni ci ricordavano per chi votare. Oggi, nell’era di Facebook, la vera difficoltà è riuscire a parlare direttamente ai cittadini, guardarli negli occhi. Certo ci sono le passeggiate al mercato, i caffè offerti al bar, i comizi davanti al negozio o nel parcheggio del supermercato regalando palloncini o gadget vari.  

Ma non basta e poi si perde tempo. Nel laborioso Nord Italia serve concretezza, si può mica bighellonare passeggiando nelle strade per stringere mani, si deve ottimizzare, spiegare ma continuare ad essere utile alla comunità soprattutto se il proprio scopo è quello di curare le persone.  

Così nei giorni scorsi in Piemonte, nella provincia di Cuneo, in una cittadina, Saluzzo, che ha segnato la storia dell’odontoiatria italiana diventando negli anni ottanta punto di riferimento per la formazione pratica di decine di migliaia di dentisti, un dentista candidato a consigliere comunale ha cercato di parlare con il proprio elettorato offrendo in cambio visite gratuite.

Avrà pensato, perché aspettare ottobre per fare una campagna di promozione della salute orale, anticipo a maggio così contribuisco a migliorare il sorriso dei miei concittadini e nel mentre gli racconto i miei programmi, sperando poi condividano le mie proposte e “mi citino” sulla scheda elettorale.  

Così, stando a quanto riporta la stampa locale, ha fatto stampare un buon numero di volantini e li ha fatti distribuire al mercato, mettendo in risalto la partecipazione al “mese della prevenzione con visite gratuite”.  

Ma la cosa non è stata gradita né dai candidati delle liste antagoniste ma neppure da quelli del proprio partito che si sono dissociati definendo, così riporta il quotidiano La Stampa, il comportamento del proprio candidato “fuori luogo, beota e grottesco” oltre a prenderne le distanze motivando che si tratta “di comportamento che disapprovo totalmente e condanno. La Lega si riserva di adottare i provvedimenti più opportuni”.  

Il dentista, sempre sul quotidiano torinese dice: “Per benevolenza ho ritirato il volantino, senza essere stato obbligato. Non si trattava di pubblicità. C’era una parte politica e una informativa, da leggere separatamente. E’ stata una mia iniziativa, non concordata perché slegata dalla campagna elettorale, se non per la contemporaneità”.  

Io sto con il dentista: la prevenzione deve venire prima di tutto. Se poi prima del voto, sembra sia ancora meglio.

Photo Credit: Wikipedia

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