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15 Novembre 2020

Tavolo Tecnico sull’Odontoiatria. Ultima chiamata per creare un vero sistema di assistenza odontoiatrica?

di Norberto Maccagno


La nomina del nuovo Tavolo Tecnico sull’Odontoiatria credo, spero, sia un segnale importante dato dal Ministero verso la cenerentola del Sistema Sanitario Nazionale: l’odontoiatria.
Nomina che arriva, la voglio leggere in questo senso, nel momento in cui la pandemia sta obbligando Governo e Ministero a ripensare non solo all’organizzazione dell’assistenza fornita dal SSN, ma a come e dove destinare i soldi che potrebbero arrivare dall’Europa proprio finalizzati alla sanità. 

In tema delle priorità che il tavolo dovrà dare ai suoi lavori, il decreto è estremamente chiaro: “un tavolo tecnico volto alla formazione, ricerca e programmazione dell'attività odontoiatrica, con particolare riferimento all'odontoiatria pubblica e sociale”. 

Quindi -almeno questa è la mia lettura, il mio auspicio- l’obiettivo è riorganizzare l’attività odontoiatrica pubblica, in particolare per le fasce sociali deboli, ma attraverso un progetto che abbia una visione a 360° del sistema odontoiatrico, che ovviamente coinvolga anche l’odontoiatria privata per le attività che il pubblico non potrà sostenere. E le conferme a questa mia ipotesi le leggo nella scelta fatta di è stato nominato a sedere a quel tavolocoordinato dal prof. Gherlone, oltre all’istituzione ordinistica ed ai sindacati odontoiatrici. Un rappresentante degli odontoiatri che lavorano nel pubblico, Pio Attanasi del SUMAI, un rappresentante dell’odontoiatria convenzionata, il presidente dell’ANSOC Walter Di Fulvio e l’Università con i professori Antonella Polimeni -neo rettore de la Sapienza- e Marco Ferrari anche componente del CSS. Università che potrà giocare un ruolo importante con le proprie cliniche universitarie e gli odontoiatri che necessitano di fare formazione pratica.  

Certamente si poteva fare sedere al tavolo anche i rappresentanti delle altre realtà che compongono il settore. Si è lamentato il presidente ANCOD, probabilmente avranno borbottato gli odontotecnici, io avrei certamente inserito anche il rappresentante del neonato Albo degli Igienisti Dentali: professione che dovrà avere un ruolo importante nell’odontoiatria pubblica, in particolare quando si parlerà di promozione ed insegnamento della salute orale. Realtà istituzionali e sindacali che certamente saranno coinvolte durante i lavori del Tavolo.  

Anche la scelta dei funzionari ministeriali nominati dimostra le potenzialità: la dott.ssa Rossana Ugenti ed il dott. Giovanni Leonardi sono i dirigenti che hanno seguito l’evoluzione delle varie professioni del settore odontoiatrico negli ultimi 20-25 anni. 

Questo non è certo il primo tavolo che nasce sul tema.  

L’auspicio è quello che si sia imparato dagli errori fatti in quelli precedenti e si riesca a cogliere l’occasione data al settore per realizzare un progetto fattibile e poterlo presentare e renderlo operativo (l'altra vera difficoltà) nei tempi più brevi. In questi decenni Ordine e Associazioni hanno presentato molti progetti interessanti su tanti dei temi che la ridefinizione dell’assistenza odontoiatrica declinata anche ad una sostenibilità sociale dovrà considerare: prevenzione, LEA odontoiatrici, accesso alle cure, sostenibilità economica per favorire l’accesso alle cure (compresa la ridefinizione dei fondi integrativi, fiscalità), assistenza dei pazienti fragili, per solo citarne alcuni.


Basta organizzare quelle proposte, quelle idee, in un unico progetto organico sostenibile

Se i rappresentanti sindacali sapranno, riusciranno, a non pensare alla “pancia” della categoria rappresentata.

Se il Ministero saprà cogliere le proposte di chi tutti i giorni cura i pazienti e sarà disposto ad uscire dai modelli e logiche utilizzati fino ad oggi per le altre branche della medicina. 

Allora si potrà realmente costruire non tanto un progetto di odontoiatria pubblica e sociale ma un progetto che si basa su di un “sistema assistenza odontoiatrica”, dove pubblico e privato non sono in competizione o in alternativa, ma complementari ed al servizio della salute del cittadino.    

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