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22 Novembre 2020

Una crescita rallentata dal dover sempre porre distinguo, giustificabili ma anche evitabili

di Norberto Maccagno


A mettere fine alle polemiche nate dalla risposta del presidente Anelli alla richiesta avanzata dal presidente OMCeO di Novara -l’odontoiatria può essere considerato al pari del medico nell’eseguire i tamponi- è il governatore del Veneto Luca Zaia quando, in diretta televisiva, si infila lo strumento per catturare il materiale biologico all’interno del naso per auto eseguirsi il tampone antigenico rapido e poi effettua l’auto analisi in una apposita provetta per ottenere l’auto diagnosi.

Che serve il medico, il laboratorio di analisi, quando c’è il fai da te?

Poi poco importa se lo stesso Zaia, informa che “avvierà, in tempi rapidissimi, la sperimentazione, per verificarne la effettiva validità scientifica” di questo tampone fai da te. Intanto Zaia ha fatto vedere che ci vuole niente a fare il test e chiunque lo può fare, anche un politico, ed ottenere la diagnosi. I Medici che stanno creando con le loro richieste in tema di garanzie (in sicurezza ed economiche) al Governatore sono avvertiti: se non fate voi facciamo da soli, tanto possiamo “far credere” che è uguale.

Ovviamente la questione nata dalla nota firmata dal presidente Anelli è altra cosa ed esula anche dalle differenze tra medico ed odontoiatra nel saper fare i tamponi. E neppure se l’odontoiatra può essere considerato un medico. Su questo il Ministero della Salute si era già ampiamente espresso nel 2018 autorizzando l’utilizzo del termine medico odontoiatria.

La vera questione sulla nota inviata dal presidente Anelli all’OMCeO di Novara la pone il presidente ANDI ed è quella sui rapporti ordinistici tra medici ed odontoiatri, non sull’atto medico.
Questione che, il presidente Anelli, nel rispondere ad ANDI , evita però di toccare, limitandosi a ribadire, approfondendo, quanto il giorno prima aveva detto ad Odontoiatria33 che cheideva di meglio spiegare la nota inviata all’OMCeO di Novara. Visto che questo aspetto (rapporto medici odontoiatri in FNOMCeO) l’ho già toccato in un mio DiDomenica e non saprei che dire di diverso, voglio soffermarmi su due aspetti che ritengo correlati alla vicenda: competenze e l’essere medico.

Ovviamente non competenze pratiche ma legali, legate al profilo, all’ambito professionale. Il distinguo tra laureato in odontoiatria ed in medicina lo pone il quesito dell’OMCeO di Novara e non Anelli. La FNOMCeO risponde alla domanda posta: “si chiede se sia possibile l’esecuzione di tamponi nasofaringeo per Sars-Covid-19 da parte di un Odontoiatra o di un Medico Chirurgo comunque nell’ambito di uno studio odontoiatrico”. 

Perché per competenza si intende la possibilità non tanto di eseguire, certo, ma di certificare l’esito. Ed infatti la domanda posta al Ministero da CAO e FNOMCeO non è su chi può farlo, ma se può essere fatto nell’abito della professione odontoiatrica, dell’ambulatorio autorizzato all’esercizio dell’odontoiatria.
Quesito comunque legittimo soprattutto in un Paese come il nostro dove nulla è certo quando si parla di norme, perché si tende a normare troppo, anche quando basterebbe il buon senso.
Quesito che, magari poteva essere evitato, innanzitutto dall’odontoiatra che l’ha posto, visti i tanti precedenti in cui il Ministero si è già espresso: panoramiche, interventi di medicina estetica, prelievi venosi.

Perché la stessa cosa non deve valere per i tamponi? 

Anche il presidente SUSO in una nota inviata ad Odontoiatria33 sostiene: “Riguardo alla possibilità di eseguire tamponi o test ematici rapidi nei nostri studi, SUSO è del parere di lasciare al potere discrezionale di ciascun professionista l'opportunità di eseguirli ai propri pazienti, al mero scopo di screening selettivo finalizzato alla sicurezza della cura odontoiatrica”.

Concordo, e immagino che la risposta che il Ministero darà alla richiesta inviata dalla FNOMCeO non sarà tanto diversa. Peraltro la stessa data per le panoramiche, i filler, i prelievi venosi.

Dello scritto del presidente SUSO, che poi credo sia anche alla base della richiesta dell’odontoiatra all’Ordine di Novara, non capisco invece perchè aggiunge: “Non abbiamo mai pensato né tantomeno richiesto di effettuare tamponi per scopi diversi, poiché sarebbe un atto di diagnostica medica che non riguarda le malattie del cavo orale e quindi esula dalle competenze cui il laureato in odontoiatria è legittimato”.

E quali sarebbero gli scopi diversi, pubblicizzare che lo studio prima di ogni visita farà il tampone antigenico? Oppure farsi pagare?
Ovviamente qualsiasi altro atto che non rientri tra quelli previsti dal vostro ambito professionale non sono consentiti. Un odontoiatra può effettuare un prelievo venoso per PRP , ma nessuno si sogna di andare da un odontoiatra per l’esame del sangue. Mandereste un quesito simile al vostro presidente di Ordine?
Ovviamente estremizzo, l’amico Gianvito Chiarello, presidente SUSO, sa bene che condivido quanto scrive e mi scuserà se l’ho chiamato in causa.

E’ solo questo sempre voler chiarire per evitare che pochi “furbetti” ne approfittino, che vorrei finisse. Non si può tenere bloccato un settore sempre e solo per colpa del: ma poi chissà cosa fanno. Faranno quello che possono fare altrimenti gli mandate i NAS e l’Ordine li caccia.

La Regione Lombardia ha sdoganato la questione del test a pagamento consentendolo anche negli studi professionali, chiarendo che anche dentisti ed igienisti dentali possono effettuare il test.
Direte voi, ma qui siamo in Lombardia dove l’economia deve girare.

Ma siamo anche in nel pieno di una emergenza sanitaria, almeno i pazienti avranno risposte in tempi rapidi e magari i solventi lasciano spazio nel pubblico per chi non riesce a pagare. Perché il problema dei tamponi c’è ed è un problema serio, a volte meno clinico e più psicologico, ma comunque c’è.

Veniamo ora all’altra questione correlata alla vicenda della nota FNOMCeO che elencavo all’inizio: l’essere medico. Lo ha chiarito bene il Vice Ministro Pierpaolo Sileri nella video intervista ad Odontoiatria33. Non esistono medici di serie A o B, ci deve essere una rete unica di professionisti che nell’abito delle proprie competenze hanno un unico obiettivo: il bene dei pazienti.

Nei giorni scorsi il Ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato di aver “firmato, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, lo schema di decreto che sarà ora inviato alla Conferenza delle Regioni per lo Screening nazionale gratuito per il virus dell’Epatite C (HCV)”.

Dando per scontato che al Ministero non avranno pensato ai pazienti che giornalmente vedete e alla loro “saliva” (spero che i documenti ufficiali mi sconfesseranno), fatevi avanti, chiedete di essere coinvolti per effettuare i test salivari sui vostri pazienti che lo vorranno. Proponetevi senza chiedere di più o di meno di quanto riceveranno in cambio i vostri colleghi medici che sarà coinvolti.Perché, come ho già avuto modo di scrivere a proposito dei tamponi, il valore lo si conquista sul campo non attraverso una risposta ministeriale, che poi dopo alcuni mesi si dimenticherà perfino di averla ricevuta.


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