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13 Giugno 2017

Il microscopio operatorio sempre più fondamentale per un'endodonzia di successo

di Lara Figini


L'incapacità di individuare e trattare in modo adeguato l'intero sistema canalare è una delle principali cause di fallimento endodontico a distanza con la possibile comparsa di lesioni periapicali che necessitano di un'ulteriore manovra odontoiatrica, come il ritrattamento canalare e, se non sufficiente, anche della chirurgia retrograda endodontica.

L'uso di un microscopio operatorio consente di individuare i canali normalmente difficili da localizzare e trattare in assenza di un ingrandimento avanzato. L'Associazione Americana di Endodonzia suggerisce addirittura che tutti gli endodontisti imparino a utilizzare il microscopio operatorio e ne incorporino l'uso nella loro pratica odontoiatrica quotidiana. Nello specifico il primo molare superiore presenta una trama endodontica molto complessa con un'elevata percentuale di presenza di due canali nella radice mesiobuccale già di per sé molto piccola. Studi trasversali cross-sezionali hanno messo in evidenza che i molari trattati da endodontisti

che utilizzassero il microscopio operatorio garantivano tassi di sopravvivenza a 10 anni significativamente più elevati rispetto ai molari trattati da endodontisti senza il supporto del microscopio. Purtroppo però per questi studi è difficile operare un confronto e paragone corretto in quanto sono presenti molte altre variabili che possono confondere i risultati finali, come la diagnosi pulpale e periapicale pre-operatoria, la qualità dei trattamenti RCT non chirurgici, la tempistica, la qualità del restauro postoperatorio e la presenza di patologie sistemiche che potrebbero influenzare l'esito dei trattamenti endodontici.

Sulla base dei risultati di un recente studio pubblicato sul Journal of Endodontics di maggio 2017 si è potuto constatare che l'uso di un microscopio operatorio può migliorare l'esito dei trattamenti canalari non chirurgici (NS RCT) in modo significativo soprattutto nei casi di elementi dentali con complessità anatomica.

Questo studio retrospettivo ha incluso primi molari superiori (ETM) trattati endodonticamente

con apparenti precedenti trattamenti canalari e restauri sovrastanti adeguati. I criteri di inclusione

sono stati: primi molari superiori ETM diagnosticati con pulpite irreversibile e con tessuti periapicali normali prima dell'iniziale trattamento canalare non chirurgico e che hanno presentato un minimo di una lesione periapicale identificabile (PAR) a una delle radici in un secondo momento al tempo del ritrattamento.

Sono stati inclusi 195 primi molari superiori e divisi in 2 gruppi:

  • gruppo 1, ove l'iniziale NS RCT era stato eseguito usando un microscopio operatorio (N = 83) e
  • gruppo 2 ove NS RCT era stato eseguito senza il supporto di un microscopio (n = 112).

Sono stati estratti dati circa la presenza del secondo canale MB (MB2) e la presenza di una lesione a carico della radice mesio-buccale (MB PAR) al momento del ritrattamento.

Dai risultati di questo studio si è potuto constatare che la probabilità di riscontrare una lesione periapicale è tre volte maggiore nei casi in cui il trattamento canalare iniziale era stato eseguito

senza l'impiego di un microscopio (P <0,05, Odds ratio = 3.1). Inoltre dai dati ottenuti si è visto che vi è un'associazione significativa tra un canale MB2 non individuato e non trattato durante il primo trattamento canalare e la comparsa di una lesione periapicale a carico del MB PAR specialmente nel gruppo in cui i trattamenti sono stati eseguiti senza l'ausilio della microscopia (P <0,05, rapporto di probabilità = 5,1).

Nei casi in cui invece è stata eseguita la NS RCT iniziale utilizzando un microscopio, il tralascio del canale MB2 non è stato associato alla comparsa di una lesione MB PAR.

Il microscopio operatorio diventa sempre più una necessità per gli endodontisti, soprattutto nei casi in cui ci siano anatomie canalari complesse e questo ausilio permette di ridurre in modo significativo la comparsa di lesioni apicali di ordine endodontico a distanza di anni e aumentare la percentuale di guarigione delle stesse. Gli endodontisti dovrebbero sempre più frequentare corsi di formazione per l'utilizzo della microscopia operatoria e operarsi in maniera tale da fornire il proprio studio di tale ausilio ormai fondamentale per un'endodonzia di eccellente qualità.

 

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoaitria33

 

Per approfondire:

N Khalighinejad, A Aminoshariae, J C. Kulild, K A. Williams, J Wang and A Mickel, The Effectof the Dental Operating Microscope on the Outcome of Nonsurgical Root Canal Treatment: A Retrospective Case-control Study, JOE - Volume 43, Number 5, May 2017.

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