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15 Maggio 2018

Successo dei trattamenti canalari, influenza del controllo batterico

Analisi quantitativa e istologica delle aree canalari rimaste intrattate

di Lara Figini


Il successo di un trattamento canalare dipende dall’ottenimento di un efficace controllo batterico intracanalare; le procedure chemio-meccaniche di disinfezione e sagomatura del sistema canalare giocano un ruolo determinante in questo senso.

Nella preparazione chemio-meccanica ottimale si devono pulire e disinfettare il sistema canalare da batteri, detriti organici e inorganici e creare una forma idonea per consentire il riempimento canalare il più completo possibile per prevenire la reinfezione batterica.

Purtroppo però non tutta la superficie canalare riesce a essere raggiunta dai disinfettanti e dalla strumentazione meccanica. Diversi studi in letteratura hanno sollevato la problematica ed evidenziato le conseguenze possibili sul successo del trattamento a distanza.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi

In uno studio pubblicato sull’International Endodontic Journal di maggio 2018 è stata indagata la condizione delle pareti dei canali radicolari di denti con polpa vitale e necrotica rimaste intatte dopo la strumentazione meccanica e l'irrigazione con ipoclorito di sodio NaOCl.

Per questo studio gli autori si sono avvalsi della tomografia micro-computerizzata (micro-CT) che ha rilevato le aree non preparate, non raggiunte né dagli strumenti meccanici né dall’ipoclorito di sodio, e di queste aree sono state condotte anche analisi microscopiche (SEM) e istologiche.

Le superfici identificate come impreparate dall'analisi micro-CT sono state esaminate microscopicamente per valutare la quantità di polpa organica, batteri e detriti dentinali residui.

Gli autori dello studio hanno preso in considerazione i canali radicolari di 10 premolari mandibolari estratti con polpa necrotica e parodontite apicale e i canali mesiobuccali di 11 molari mandibolari con polpa vitale.

I campioni sono stati preparati utilizzando strumenti Reciproc R40 e R25, rispettivamente, e come irrigante è stato utilizzato ipoclorito di sodio al 2,5%. I campioni sono stati tutti scansionati alla micro-CT prima e dopo la preparazione, e sono state identificate le aree rimaste impreparate.

La superficie della radice esterna corrispondente alle aree rimaste intatte è stata rimarcata per guidare l’analisi istologica e l’esame al SEM per analizzare la polpa, la carica batterica e i detriti residui.

Risultati

La porzione di aree rimaste non preparate nei canali molari mascellari è risultata essere del 18,1% sulla lunghezza totale del canale e del 9,6% per quanto riguarda la porzione apicale. Nei premolari è risultata essere del 34,6% sulla lunghezza totale del canale e del 17,6% nell’area apicale.

L'analisi istologica dei canali a polpa vitale ha rivelato residui di tessuto pulpare quasi esclusivamente nella porzione apicale. L’analisi al SEM dei canali necrotici ha evidenziato la presenza di detriti sulle pareti rimaste intatte lungo tutta la superficie canalare.

Conclusioni

Dai risultati di questo studio in vitro si è potuto constatare che sono diverse le aree delle pareti canalari che rimangono intatte, non preparate, nonostante la strumentazione con file meccanici reciprocanti e i lavaggi con NaOCl al 2,5%. L’analisi con micro-CT ha dimostrato che queste aree intatte sono generalmente coperte da detriti, sotto forma di residui organici pulpari, batteri e detriti inorganici dentinali, riscontrati specialmente nella porzione apicale.

Implicazioni cliniche

In base ai dati di questo studio dovrebbero essere incoraggiate le strategie per migliorare le prestazioni di irrigazione e di sagomatura, in modo da garantire una miglior efficacia.

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