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11 Aprile 2012

We need... outcome! (Vogliamo sapere come va a finire)

di Massimo Gagliani


Questo il grido che potrebbe accompagnare la raccolta di abstract di questo numero che il sottoscritto e il Prof Antonio Cerutti hanno proposto. Portano alla ribalta un problema vecchio e nuovo al tempo stesso: il successo delle terapie endodontiche. L'analisi condotta dai colleghi olandesi mette in chiaro che negli ultimi vent'anni non ci sarebbero stati progressi nei risultati a distanza dei trattamenti endodontici.

Piu` recentemente, sulla prestigiosa Oral Surgery Oral Medicine Oral Pathology Oral Radiology and Endodontics, e` stato pubblicato uno studio longitudinale condotto da un nostro socio attivo, il Dr Domenico Ricucci in associazione con il gruppo di Lars Spanberg. Il lavoro pone in evidenza il fatto, ormai risaputo, che lo stato pre-operatorio dell'elemento dentale sia il principale responsabile della possibile riuscita del trattamento endodontico, con una percentuale di successo pari a quelle verificate negli ultimi vent'anni. E la domanda piu` provocatoria viene proprio dal commento che di seguito riporto da parte del Prof Antonio Cerutti. Siamo sulla strada giusta?

Considerato il fatto che il trattamento della pulpite irreversibile sia basato sulla rimozione completa del contenuto endodontico attraverso il processo di sagomatura e otturazione canalare (RCT), nei paesi in via di sviluppo o in condizioni disagiate, nonostante l'eccellente prognosi della RCT, i costi che i pazienti devono sostenere per la conservazione a lungo termine dell'elemento dentale, orientano significativamente verso la terapia exodontica. Il ricorrere a metodologie che prevedano amputazioni parziali o totali della sola polpa camerale (pulpotomia) in ragione del potenziale rigenerativo della polpa radicolare residua a contatto con materiali particolarmente biocompatibili potrebbe essere una valida alternativa. Studi biochimici, biologici e clinici protesi alla ricerca di nuovi materiali applicabili alla rigenerazione del contenuto pulpare evidenziano una interessante serie di contributi di un autore iraniano (lo stesso dello studio di seguito recensito) che dal 2006 ha illustrato le indubbie capacita` di un nuovo cemento calcioarricchito nella rigenerazione pulpare.

La pubblicazione, su uno dei giornali piu` autorevoli del mondo odontoiatrico, Journal of Dental Research, dei risultati di uno studio clinico multicentrico pone l'attenzione sulle possibilita` che la pulpotomia, associata a materiali pulpo-rigenerativi nel trattamento della pulpite irreversibile del paziente adulto, rappresenti una reale alternativa alla RCT, forse in grado di modificare le procedure endodontiche quotidiane. . . non solo nei paesi in via di sviluppo. Lo sviluppo tecnologico, quindi, non pare garantire i risultati attesi; che sia l'occasione buona per decidersi ad unire gli sforzi e congegnare uno studio multicentrico tra i soci attivi SIE?

Massimo Gagliani
Editor-in-Chief
Giornale Italiano di Endodonzia
E-mail: massimo.gagliani@endodonzia.it



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