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29 Ottobre 2014

Il management dell'ipersensibilità dentinale: dalla ricerca alla clinica

di F. Cruciata, G. Pizzo


L'ipersensibilità dentinale si manifesta come dolore acuto e transitorio la cui insorgenza è sempre associata all'esposizione della dentina e all'apertura dei tubuli dentinali. E' un comune problema di salute orale che interessa un crescente numero di individui e può influenzare la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti.

Il terzo modulo del secondo corso FAD (Dental Cadmos 8/2014) presenta le più recenti acquisizioni su questo tema. Attraverso la banca dati Medline/Pubmed sono stati selezionati i lavori originali, le revisioni della letteratura e le linee-guida pubblicate sull'argomento dal 2009 al 2013.

Il lavoro si pone l'obiettivo di prendere in esame l'epidemiologia, la diagnosi, l'eziopatogenesi e la gestione clinica di questa diffusa patologia e di valutare i prodotti per il suo trattamento in ambito domiciliare e professionale.
Un razionale management dell'ipersensibilità deve sempre prevedere l'identificazione e il controllo dei fattori causali dell'esposizione dentinale e dell'apertura dei tubuli come per esempio il trauma da spazzolamento, l'assunzione di sostanze acide con la dieta, la presenza di acidi endogeni nel cavo orale, l'utilizzo di dentifrici abrasivi.

I prodotti disponibili contengono due tipologie di principi attivi: gli agenti desensibilizzanti e gli agenti occludenti. I sali di potassio, agenti desensibilizzanti, sono utilizzati per interrompere la risposta neuronale agli stimoli evocativi del dolore, anche se non esistono prove sufficienti per affermare che siano clinicamente efficaci nel ridurre l'ipersensibilità.

I fluoruri, il fosfosilicato di calcio-sodio amorfo, l'acetato di stronzio, l'arginina-carbonato di calcio, agenti occludenti, hanno lo scopo di sigillare i tubuli dentinali esposti e bloccare il movimento di fluido all'interno dei tubuli.

I fluoruri hanno un effetto sul dolore di natura relativamente modesta. I dentifrici contenenti fosfosilicato di calcio-sodio sono efficaci nel ridurre l'ipersensibilità a lungo termine, anche se gli studi clinici non forniscono prova di efficacia nell'induzione di un sollievo immediato dal dolore. I dentifrici contenenti acetato di stronzio sono efficaci in vitro, ma gli studi clinici forniscono dati di interpretazione dubbia.

Il complesso arginina-carbonato di calcio rappresenta il principio attivo più studiato. I risultati ottenuti dagli studi in vitro sono stati comprovati anche da studi clinici randomizzati e controllati che hanno evidenziato una maggiore efficacia, rispetto all'acetato di stronzio, nell'indurre un sollievo immediato e duraturo dal dolore.

Un trattamento ideale per l'ipersensibilità dovrebbe infatti garantire un effetto sul dolore immediato e duraturo nel tempo, essere di facile e rapida realizzazione, nonché di costi contenuti. L'uso di dentifrici o collutori rappresenta l'approccio terapeutico più comune, essendo di semplice attuazione, poco costoso e particolarmente indicato per i casi di ipersensibilità generalizzata. L'applicazione professionale di paste per profilassi contenenti agenti desensibilizzanti/occludenti è indicata per trattare un'ipersensibilità localizzata e si caratterizza per costi più elevati.

Recensione a cura di: Anna Maria Melica, consulente scientifico Dental Cadmos

A questo link l'articolo orginale

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