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14 Ottobre 2008

Diabetici e clorexidina

di Adamo Calatroni


Attenzione ai collutori? chiaramente no, se non in situazioni molto particolari. È quanto si evince da uno studio comparso su uno delle ultime edizioni del giornale dell’Americal Dental Association. I collutori in questione sono quelli che contengono clorexidina gluconato e la pubblicazione deriva da uno studio clinico sull’efficacia del trattamento parodontale sulle persone anziane affette da diabete.A firma di un’igienista, Linda C. McCoy, affiancata da un’équipe di ricercatori della Boston University, la ricerca viene a confermare una serie di evidenze già emerse in passato.
L’utilizzo della clorexidina come antimicrobico nei trattamenti parodontali è stato ampio, a partire dagli anni settanta, e ha ottenuto ottimi risultati contro le gengiviti e la formazione della placca; tuttavia, più di altri principi base dei collutori, ha evidenziato effetti avversi, come del resto era già stato segnalato lo scorso anno nelle Italian Mouthwash Guidelines, le prime linee guida emesse al mondo sul tema dell’utilizzo dei collutori per la salute orale.
Questo nuovo studio ha preso in esame 140 soggetti, persone anziane abitanti in diverse località del New England che presentavano sia patologie parodontali che diabete scarsamente controllato con livelli di emoglobina glicata superiori all’8,5 per cento. Il protocollo dello studio prevedeva, tra l’altro, scaling a ultrasuoni con lavaggio sublinguale con clorexidina allo 0,12 per cento; scaling manuale e sciacqui che il paziente doveva fare a casa propria, due volte al giorno per quattro mesi, con collutorio sempre allo 0,12 per cento. Il primo risultato interessante riportato dai ricercatori americani è la frequenza degli effetti collaterali avversi riscontrati tra i soggetti partecipanti allo studio: ben il 31 per cento, ossia 44 persone. Andiamo però a vedere nel dettaglio i più comuni tra i fenomeni negativi  riscontrati: alterazioni del senso del gusto e macchie a denti, lingua o apparecchi dentali si sono verificati in quasi il 20 per cento dei soggetti; con un ‘incidenza molto minore sono stati decritti mal di gola, indolenzimenti alla lingua e alla cavità orale; irritazione alla punta della lingua; sensazione di mancanza di respiro; congestione nasale oltre a tutta una serie di altri disturbi di incidenza minima. C’è comunque da segnalare che tutti questi sintomi hanno mostrato carattere transitorio e sono in breve scomparsi in seguito all’interruzione della somministrazione del collutorio e a profilassi dentale. I risultati di questa ricerca hanno ripercussioni cliniche ovvie, esprese dagli stessi autori: i dentisti dovrebbero informare i pazienti rispetto ai possibili effetti collaterali dei collutori a base di clorexidina gluconato e, se si ritiene necessario, interromperne la somministrazione e intervenire sugli effetti avversi. In ogni caso viene raccomandato un attento monitoraggio.

GdO 2008; 12

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