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12 Maggio 2009

Sfogliamo insieme la Guida all'Uso dei Farmaci

di Giovanni Lodi


“Gli studenti di medicina si sentono poco preparati nel prescrivere farmaci. Mostrano debolezza nel sapere e nel saper fare, commettendo errori potenzialmente rischiosi” lo afferma un rapporto del General Medical Council del Regno Unito citata in un editoriale di Lancet, aggiungendo che “[…] la conoscenza sulla qualità nella prescrizione dei farmaci deve diventare un obiettivo formativo fondamentale per i medici”.
È verosimile che questo problema riguardi anche il nostro Paese. Sicuramente, prescrivere correttamente non è semplice, se si considera il numero crescente di farmaci e di specialità a disposizione del clinico e il numero crescente di pazienti “complessi” per stato di salute o per la cronica assunzione di farmaci (vedi grafici 1 e 2). Questo vale anche per l’odontoiatra che, sebbene nella pratica routinaria utilizzi un numero piuttosto limitato di classi di farmaci, principalmente anestetici, antibatterici e antinfiammatori, deve conoscerne perfettamente l’uso corretto, così come indicazioni e significato clinico degli altri farmaci assunti dal paziente che sta trattando e che più spesso di quanto si creda possono interferire con la pratica odontoiatrica. Ciò presuppone certamente una buona preparazione pre e post-laurea, ma anche il dotarsi di strumenti di consultazione che permettano di aggiornare le proprie conoscenze, orientando in maniera scientifica le scelte affatto facili di farmacologia clinica (vedi box).
La Guida all’uso dei farmaci (Guf) è parte di un ampio progetto della Agenzia italiana del farmaco (www.agenziafarmaco.it) che comprende l’edizione italiana di Clinical Evidence e il progetto di formazione a distanza Ecce.
Dopo otto anni dalla prima edizione, la Guf è diventata uno strumento familiare e insostituibile per tutti gli operatori della salute - come accade nel Regno Unito per il British National Formulary, di cui è la Guf rappresenta la versione italiana, riveduta e corretta. Chiara, di semplice consultazione, aggiornatissima (ne esiste anche una versione on-line www.guidausofarmaci.it/), la guida permette di rispondere rapidamente e in maniera rigorosa a molte domande che possono riguardare la prescrizione dei farmaci da parte dell’odontoiatra, anche grazie alle appendici: uno dei punti forti del volume e che comprendono una sezione dedicata alle interazioni, argomento spesso non sufficientemente trattato nei bugiardini o nei libri di farmacologia, ma che proprio per il numero sempre crescente di farmaci assunti dai pazienti, spesso di recente introduzione nella farmacopea, è di grande rilevanza.
Altre appendici sono dedicate ai pazienti speciali per il trattamento dei quali è richiesta maggiore cautela nel prescrivere farmaci, ovvero epatopatici, soggetti con insufficienza renale, donne in gravidanza e in fase di allattamento.
La quinta edizione vede inoltre una radicale modifica della struttura della Guf, in cui, ancora più che nelle precedenti, si pone il problema clinico al centro dell’attenzione. La prima parte del volume, infatti, è suddivisa in sedici capitoli per specialità o apparati e organi, in cui vengono trattate le più comuni malattie mediante una impostazione per problemi clinici. Se per esempio si sta leggendo il capitolo sull’apparato cardiovascolare, e in particolare la sezione sulla ipertensione arteriosa, dopo una breve definizione e alcuni dati epidemiologici, la Guf fornisce indicazioni generali sul trattamento del soggetto iperteso, per poi affrontare situazioni cliniche comuni mediante domande quali: “Come si inizia il trattamento dell’ipertensione arteriosa?”, ma anche “Quali farmaci si possono associare se il controllo pressorio non è adeguato?” o “Come si tratta un’emergenza ipertensiva?” e per ciascuna sono fornite indicazioni precise su principi attivi, dosaggio e precauzioni da prendere in pazienti particolari.
Per la prima volta uno dei capitoli della Guf è dedicata espressamente all’odontoiatria. Gli argomenti affrontati sono numerosi e per nulla scontati, comprendendo la gestione del paziente affetto da ulcere orali e di quello affetto da xerostomia. Una segnalazione particolare merita la sezione in cui vengono discussi i pazienti che, a causa di malattie concomitanti, richiedono modifiche del normale trattamento odontoiatrico, tra cui i soggetti affetti da malattie tromboemboliche sottoposti a terapia con anticoagulanti orali, per i quali la Guf raccomanda, in caso d’interventi chirurgici, la misurazione dell’Inr (International Normalised Ratio) e ne indica i valori entro i quali si può intervenire in sicurezza. In questo capitolo sono trattate anche le emergenze mediche in corso di trattamenti odontoiatrici, argomento spesso trascurato, che la Guf affronta in maniera sintetica, fornendo però indicazioni di cui si spera di non avere mai bisogno, ma che possono rivelarsi (letteralmente) vitali.
Oltre alle già citate appendici, la Guf comprende una sezione che raccoglie, in ordine alfabetico, le schede dei principi attivi di cui vengono fornite informazioni dettagliate sull’uso e i nomi commerciali delle preparazioni disponibili in Italia.
Alla luce delle sezioni che caratterizzano tale guida, crediamo di poter dire senza tema di smentita che questo sia, nel panorama della merceologico odontoiatrico, lo strumento in assoluto con il migliore rapporto prezzo/qualità.

GdO 2009; 6

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