HOME - Gestione dello Studio
 
 
24 Febbraio 2016

Deciso di cambiare o lasciare la professione. Meglio pensarci per tempo e preparare un progetto di subentro o cessione


Arriva un momento nella carriera di un professionista in cui si fanno delle considerazioni, in relazione al futuro, al passato, al tempo che scorre e agli inevitabili cambiamenti del mercato. Si inizia a pensare in prospettiva e si sente il bisogno di un cambiamento.

Prendendo spunto dal modello trans teoretico di Di Clemente e Prochaska, (applicato spesso in ambito sanitario per promuovere ed educare ai cambiamenti di comportamenti dannosi per la salute) si può dire che, prima del pensiero in prospettiva, il professionista è nello stadio che il modello chiama "precontemplazione": ovvero sta bene, lavora e non pensa di cambiare il suo modello organizzativo.

Quando arriva al pensiero in prospettiva è nello stadio che il modello Trans teorico chiama "contemplazione", ovvero pensa di cambiare qualcosa; nella sua vita professionale o nel suo modello organizzativo.

E' in questa fase, che è fondamentale farsi aiutare a identificare con chiarezza i bisogni che emergono. Chi investe tempo ed energia in questa fase si trova agevolato nel dare seguito al cambiamento. Il cambiamento è un processo articolato, che espone a molte variabili. Farsi aiutare a trovare i punti di equilibrio tra le molte esigenze di un progetto di cessazione attività o subentro è il modo migliore per costruire un percorso lineare che consenta di raggiungere l'obiettivo desiderato, in un tempo congruo, senza stress e soprattutto in modo coerente e progressivo, senza sprechi di tempo ed energie.

Immaginiamo che si cerchi un collega che subentri e porti nuove competenze, forza lavoro, entusiasmo ed energie, per servire un servizio più ampio e avere maggiori strumenti di competizione sul mercato. Sono numerosi i punti da chiarire: si cercano competenze cliniche o si cerca un socio che condivida gli oneri di gestione dell'attività? Si cerca entrambi? Quali sono le priorità? Viene prima la competenza clinica o è più importante che aiuti nella gestione di impresa e porti nuovi capitali?

Questo è uno di quegli argomenti in cui non esiste un giusto e un sbagliato ma è fondamentale identificare ciò che è giusto per il professionista.

E se invece si intravedesse il momento in cui si dovrà cedere lo studio? Il cambiamento epocale ha ridotto notevolmente i margini, qualsiasi professionista a qualsiasi livello è costretto a produrre in modo continuativo se vuole resistere sul mercato. La concorrenza è aumentata notevolmente, i pazienti sono più esigenti, e avere tempo per sé è diventato un lusso. Il professionista che sente l'esigenza di ridurre il carico di lavoro e di responsabilità è pronto per cedere del tutto o in parte la sua attività professionale.

Ci sono diverse strategie per cedere: vendita netta programmata, cessione totale progressiva, cessione parziale progressiva, trasformazione fiscale e permanenza in forma societaria. Di nuovo non esiste giusto e sbagliato meglio o peggio, esiste ciò che è giusto ed è meglio per il professionista interessato dal processo di cambiamento.

Il tempo è la cornice in cui agire: in quanto tempo volete raggiunger l'obiettivo?

Un progetto di subentro o cessione può (e a mio avviso deve) essere pianificato anni prima, partendo dal momento in cui nasce il pensiero in prospettiva.
Il primo anno si investe nel farsi aiutare a capire i l bisogno emerso, potrebbe essere un falso allarme e una reazione dovuta a stress o stanchezza.
Chiarito il bisogno emerso, si indirizzano le considerazioni verso l'obiettivo definito e si iniziano le
valutazioni con i professionisti.

Identificato cosa (subentro o cessione) in che modo (netto, parziale, progressivo, trasformazione permanenza in quote) si isolano i valori attorno ai quali orientare il progetto, le caratteristiche comportamentali e le competenze del professionista entrante.

A questo punto si sentono il commercialista e l'avvocato per una serie di valutazioni preventive legali e di simulazioni fiscali per misurare i cambiamenti che avranno una ricaduta sul professionista che cede o che accoglie un collega.

Chiarito l'aspetto della gestione della clientela, del subentro autorizzativo, dei contratti di cura in essere, dei contratti di collaborazione in essere, della comunicazione on line e off line in essere da parte del legale, si ascolta il parere del commercialista che stima i valori oggettivi dell'attività, presenta le ricadute fiscali delle diverse scelte e orienta verso la soluzione migliore.

Sono molti i professionisti italiani che nei prossimi anni dovranno mettere in discussione il loro modello organizzativo, per motivi fiscali o per motivi economici finanziari.

II consiglio che mi sento di dare è di iniziare a chiarirsi le idee per tempo, seguendo lo schema suggerito.

A cura di: Roberta Pegoraro, consulente azienda

Questo argomento sarà approfondito durante l'evento che si terrà ad ASTI sabato 16 aprile 2016. Tra i relatori l'autrice di questo approfondimento, il dott. Andrea Testoni (dottore commercialista revisore contabile) e l'Avv. Silvia Stefanelli (esperta in diritto sanitario).

Articoli correlati

Denunciato in Abruzzo abusivo sia odontoiatrico che odontotecnico


La Guardia di Finanza ha denunciato a Nizza Monferrato (provincia di Asti) un diplomato odontotecnico, con trascorsi da imprenditore della ristorazione, per esercizio abusivo della professione di...


Probabilmente il corpo umano, macchina perfetta, non è proprio studiata al meglio per sopportare il carico di movimenti ripetitivi, che in un odontoiatra professionista si protraggono per...


Super Poteri , l'innovativo progetto della startup italiana Brave Potions, inizia la sua raccolta di fondi sul portale di equity crowdfunding Mamacrowd , che permette alle aziende innovative italiane...


Altri Articoli

Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ha pubblicato un bilancio del primo anno di fatturazione elettronica, in realtà come spesso capita con la pubblica amministrazione i dati non sono proprio...

di Norberto Maccagno


Il racconto di un caso di odontoiatria legale consente alla dott.ssa Maria Sofia Rini di portare alcune considerazioni sul rapporto fiduciario medico paziente


Per il presidente CAO Cuneo la questione è il diritto del paziente ad affrontare il pagamento come crede  e senza discriminare il privato verso il pubblico


Organizzato per giovedì 23 gennaio 2020 da ANOMEC a Milano, un evento dal titolo: “Costi di gestione dello studio e convenzioni sanitarie: due realtà incompatibili?”


Circolare FNOMCeO su novità dalla finanziaria. La Federazione mettere in guardia medici e dentisti sui rischi di non avere in studio il Pos


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Nuove norme su Direttore sanitario e Autorizzazioni