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13 Marzo 2018

Come prevenire i rischi alle vie aeree per dentista ed assistente

Se la normativa è molto generica è il buon senso che deve guidare il lavoratore

Norberto Maccagno

La notizia che Il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti stia studiano un gruppo di decessi sospetti per fibrosi polmonare idiopatica riscontrati tra i dentisti e altri operatori dentali, ha acceso l’attenzione dei nostri lettori sulla sicurezza negli studi odontoiatrici per quanto riguarda la salute degli operatori.

“Non mi sembra il caso di creare inutili allarmismi”, commenta Alberto Libero, segretario Sindacale ANDI, al telefono di Odontoiatria33. “Stando a quanto avete riportato nell’articolo, anche l’organismo di controllo statunitense ha ammesso che sono casi che interessano persone anziane che esercitavano una odontoiatria totalmente diversa da quella di oggi”. “Oggi grazie alle tecnologie di cui disponiamo, e ad una cultura verso la tutela della salute nostra e dei nostri collaboratori, in concreto non esistono rischi”.

Per quanto riguarda le norme che regolano la sicurezza dei luoghi di lavoro (la 82/08) non ci sono indicazioni specifiche se non quella che in caso di potenziali rischi questi devono essere annullati e nel caso non possano essere eliminati il lavoratore dovrà dotarsi di un dispositivo di protezione individuale (D.P.I.) ovvero “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal datore di lavoro allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni completamento o accessorio destinato a tale scopo”.

In tema di protezioni individuali da usare nel corso delle cure sul paziente ANDI consiglia nel disciplinare legato alla 81/08 di indossare guanti chirurgici, mascherine occhiali a schermo protettivo; si deve utilizzare aspirazione ad alta velocità in modo adeguato al trattamento in esecuzione al fine di limitare al massimo la dispersione dei vapori nell’ambiente circostante.

“La prevenzione del rischio biologico avviene anche attraverso l’uso di mascherine, per contenere la contaminazione da polveri e da schizzi contaminati”, spiega Roberta Pegoraro consulente di gestione odontoiatrica. “Le maschere protettive possono fare riferimento ai filtri tipo FFP1 (per la protezione da polveri aerosol a base acquosa con diametro inferiore a 2 micron), oppure FFP2 (per la protezione da polveri a media tossicità con una buona capacità di filtrazione), mentre per la protezione da particelle contaminate inferiori a 2 micron con ottima efficienza di filtrazione. Si usa il riferimento ai filtri FFP3”.

Per quanto riguarda i guanti l’esperta consiglia di verificare eventuali allergie prima di scegliere la tipologia da utilizzare oltre che la misura più adatta. “Odontoiatra ed ASO passano molte ore della giornata indossando i guanti e questi devono permettere di mantenere la sensibilità delle dita ma non devono neppure arrecare problemi alla pelle”. “Nei casi di particolare sensibilità, è consigliato l’utilizzo di sotto guanti in cotone”, dice.

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