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07 Maggio 2015

Pagamenti e limite all'utilizzo del contante. Ecco come comportarsi con gli acconti


Franco MerliFranco Merli

Le norme in materia di antiriciclaggio hanno imposto il divieto dell'utilizzo dei contanti per i pagamenti superiori ai 999,99 euro. Ma come si deve comportare il dentista se la fattura supera il limite ma il paziente paga a rate?

Lo abbiamo chiesto al dott. Franco Merli (nella foto), libero professionista e consulente fiscale ANDI Genova.

"Il Dlgs 231/2007, indica chiaramente il divieto dell'utilizzo del contante oltre i 1.000 euro considerando il valore dell'operazione quella della fattura e non quella del pagamento.
I pareri e le sentenze che in questi anni hanno trattato la materia hanno, però, evidenziato che non è possibile frazionare artificiosamente i pagamenti per eludere la norma, ma è possibile effettuare pagamenti in contanti se vi è un accordo per un pagamento rateale dell'importo pattuito.

Se per una riabilitazione protesica lo studio dentistico emette una fattura di 4.000 euro, ma indica che questa potrà essere corrisposta in 5 rate, il paziente potrà corrispondere gli 800 euro per ogni rata anche in contanti. Consigliato indicare le scadenze in cartella clinica e fare firmare una dichiarazione al paziente con la quale accetta questo tipo di pagamento. In questo casi si potranno emettere fatture di acconto ed una fattura finale dove si evidenza il totale della prestazione e gli acconti versati.

Ovviamente questa rimane una interpretazione soggetta alla discrezionalità di che effettua la verifica in quanto la norma non chiarisce, inequivocabilmente, cosa si intende per "frazionamento artificioso", anche se l'interpretazione semplificata nell'esempio è supportata da pareri e sentenze.
Il consiglio rimane, comunque, ricevere i pagamenti in modo tracciabile anche per poter giustificare correttamente, e facilmente, i movimenti vari sul conto corrente dello studio".

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