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22 Maggio 2015

La fattura per le prestazioni odontoiatriche. Ecco come deve essere redatta per soddisfare il Fisco e la privacy del paziente


Dott. MerliDott. Merli

La Circolare dell'Agenzia delle Entrate 17/E, evidenziando che è possibile detrarre dalla dichiarazione Irpef anche le fatture del dentista anche se "generiche", ricorda che per il Fisco è necessario che vengano dettagliate il più possibile le voci di spesa.

Ma come deve essere redatta una fattura per prestazioni odontoiatriche?
Lo abbiamo chiesto al dott. Franco Merli (nella foto), libero professionista e consulente fiscale ANDI Genova.

"La materia è regolamentata dall'art 21 del DPR n. 633 del 1972 e prevede queste caratteristiche fondamentali:

  • Data emissione (che può essere quella dell'avvenuto pagamento)
  • Numero progressivo
  • Ragione sociale dello studio dentistico
  • Dati fiscali del paziente (Nome, Cognome, indirizzo, codice fiscale)
  • Natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell'operazione (la prestazione effettuata)
  • Importo
  • Dicitura esenzione iva (articolo 10 n.18 del Dpr 26 ottobre 1972 n°633)

Per quanto riguarda la dicitura per indicare la prestazione eseguita, per soddisfare quanto richiede il legislatore ma senza incorrere in problematiche legata alla privacy si può indicare: "un ciclo di cure odontoiatriche specialistiche in ...(conservativa-protesi-chirugiche etc)".

Questo vale sia per la fattura redatta seguito di acconti (specificare in fattura che si tratta di acconto) che per il saldo, anche in questo caso si dovrà indicare che l'importo si riferisce al saldo della prestazione.

Per quanto riguarda le prestazioni gratuite, queste possono essere erogate. Ma si consiglia di indicarlo nella cartella clinica e farsi firmare una dichiarazione dal paziente, anche nel consenso informato dove si indicherà che le prestazioni sono eseguite gratuitamente.

In questo caso, se la prestazione comporta l'utilizzo di materiali o dispositivi (come ad esempio impianti o protesi acquistate dal laboratorio odontotecnico), il loro costo non potrà essere detratto".

Integrazione del 26 Maggio 2015

"Sulla fattura -chiarisce il dott. Franco Merli- bisogna indicare i dati fiscali di chi effettua il pagamento, che nella maggioranza dei casi sarà anche il paziente a cui il dentista ha effettuato la cura. Negli altri casi in cui il paziente è diverso da chi paga, per esempio nel caso di un genitore per le cure praticate al figlio, la fattura sarà intestata a chi effettua il pagamento. In questo caso occorre, però, indicare il nome del paziente a cui si sono effettuate le cure. Questo per evitare discrasia tra cartella clinica e parcella. L'indicazione del paziente è necessaria anche per evitare deduzioni in dichiarazione redditi indebite".

Sull'argomento leggi anche:

7 Maggio 2015: Pagamenti e limite all'utilizzo del contante. Ecco come comportarsi con gli acconti

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