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22 Settembre 2015

Spese per l'aggiornamento professionale. Quali e quanto è possibile detrarre


Dott. MerliDott. Merli

Quella della detrazione delle spese sostenute dal dentista che si aggiorna secondo quanto imposto dall'ECM è stata, da subito, una criticità che le rappresentanze sindacali dei professionisti hanno cercato di porvi rimedio. Ma ad oggi le richieste sono rimaste sempre inevase.

Ma quali sono le possibilità per detrarre le spese di aggiornamento?

"Le variabili sono molte", spiega ad Odontoaitria33 Franco Merli (nella foto), libero professionista e consulente fiscale ANDI Genova.

Innanzitutto, spiega il dott. Merli, bisogna distinguere se la detrazione la fa un libero professionista con partita iva oppure un dipendente o uno studente. Poi se il corso, il master o l'evento formativo è organizzato da un Università oppure da un privato.

"Se si partecipa ad un master o un corso di specializzazione post universitaria e non si ha una partita iva -continua Merli- è possibile detrarre dalla propria Irpef il 19% del costo delle spese d'iscrizione, la detrazione può anche essere detratta dal reddito dei genitori se si tratta di uno studente senza reddito. Non si possono, invece, portare in detrazione costi sostenuti per partecipare ad eventi formativi organizzati da privati".

Per quanto riguarda i dentisti autonomi (chi ha una partita Iva) che frequentano un master o un corso di specializzazione post universitario, ma anche corsi Ecm ed altri eventi formativi,  si può portare in detrazione il 50% delle spese di iscrizione ed il 50% delle spese di viaggio eventualmente sostenute per raggiungere il luogo di svolgimento dell'evento ma anche quelle di soggiorno considerandole, però, solo al 75% prima di applicare la detraibilità del 50%. Di fatto, speiga il dott. Merli, se per il viaggio e le spese di soggiorno si spendono 500 euro, si potrà detrarre solo il 50% del 75% di quanto speso ovvero 187,50 euro.

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