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02 Ottobre 2015

Cone Beam Computed Tomography. Cosa conta davvero considerare per effettuare una buona scelta


Corrado LagonaCorrado Lagona

Sempre più presente all'interno degli studi odontoiatrici, la Cone Beam Computed Tomography (CBCT), ad oggi sta affiancando la panoramica tra gli esami routinari per molte prestazioni.

L'implantologia e la chirurgia la fanno senza dubbio da padrone, ma via via che passa il tempo e le tecnologie vanno migliorando, anche l'endodonzia, la parodontologia e la protesi si fanno largo tra la sfilza di implicazioni che questi strumenti digitali riescono ad ottenere nella pratica quotidiana.
Per fare questo, occorre però anche un equivalente preparazione da parte dell'odontoiatra, che per non fare scelta azzardate, ha la necessità di incrementare le proprie competenze in ambito tecnologico.

Quando si pensa all'acquisto di una CBCT, spesso si disquisisce sul Fov (Field of View) e sulla risoluzione, ma se si entra nel merito, ci si accorge ben presto che quasi tutte le macchine possiedono requisiti pressoché simili, per non dire identici.

Allora quale è la chiave di volta per scegliere uno strumento di questo tipo, che implica, tra le altre cose, anche uno sforzo economico non indifferente?

Le dimensioni del volume ovviamente rimangono tutt'ora una discriminante.
L'indispensabile è non fare lo sbaglio che a volte si fa quando si acquistano le auto: basarsi sulla "cilindrata" .
Il Fov non è la cilindrata, le dimensioni del volume indicano una necessità ben precisa.

Se la nostra pratica quotidiana è quella del singolo impianto, probabilmente il grande volume non fa per noi. Se invece effettuiamo spesso delle grandi riabilitazioni, il large Fov è il nostro strumento.

E' una questione di rapporto tra costi e benefici.

Tuttavia, analizzando il mercato ci si accorge che esistono strumenti che presentano un rapporto Fov/prezzo abbastanza alterato. In soldoni, esistono parecchi large Fov sul mercato che costano meno di un volume medio di altri marchi.

Come mai?

Le motivazioni sono molteplici. Ovviamente una macchina prodotta in Europa costerà senza dubbio di più rispetto ad una equivalente prodotta in Asia.  Ma oltre a quello bisogna valutare il tipo di tecnologia, la risoluzione, la versatilità del software, il tipo di sensore e poi bisogna considerare la tipologia di scansione.

Esistono prevalentemente due tipi di strumenti:

  • Ad acquisizione diretta
  • Ad acquisizione progressiva

I primi presentano un Flat Panel (un sensore) con dimensioni adatte a contenere il Fov di riferimento. Esempio: un Fov 8x8cm in purezza necessita di un Flat Panel che misura circa 13x13cm; un Fov 9x9 necessita di un Flat panel di dimensioni 15x15 e così via.
Nell'altro caso, il Fov non è contenuto interamente all'interno del Flat Panel, ma l' acquisizione avviene attraverso un processo di ricostruzione progressiva che non comporta l'esigenza di avere un Flat panel di dimensioni adeguate.

Nella prima situazione, le informazioni vengono acquisite nella loro totalità, ruotando attorno al paziente e scansionando ogni singolo Voxel da 360°.
Nella situazione numero due, invece, questo non accade, lasciando alcune zone scansionate per soli 180° ed i restanti dati verranno ricostruiti da un algoritmo.

Si tenga presente che il sensore (Flat panel) è la parte più costosa dell'intero strumento, quindi tagliando la spesa su quello, il prezzo dello strumento (a parità di Fov) si abbassa. Infatti si trovano non di rado delle situazioni in cui uno strumento con Fov Più grande (magari made in Asia) costi meno di uno strumento con Fov medio (magari Made in Europe).

Quindi quando si inizia a pensare all'acquisto di una CBCT, non partite dal Fov, ma partite da dove questo Fov viene sviluppato.
Partite dalle dimensioni del Flat Panel. Di solito non viene indicato sui depliant, per cui richiedetelo appositamente.

A cura di: Corrado Lagona, Specialista Digitale in Odontoiatria

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