HOME - Igiene e Prevenzione
 
 
23 Marzo 2020

Stima di sopravvivenza del HCoV19 in aerosol e su diverse superfici

Uno studio pubblicato sul The New England Journal of Medicine di marzo 2020, gli autori hanno analizzato l’aerosol e la stabilità superficiale. Ancora presente in goccioline nell’aria fino a 3 ore

di Lara Figini


Un coronavirus umano che può condurre il paziente contagiato a una sindrome respiratoria acuta grave, talvolta anche letale, chiamato coronavirus 2 (SARS-CoV-2) (precedentemente definito HCoV19), insorto a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019, sta ora causando una pandemia dando motivo di seria preoccupazione a livello mondiale.

Ma quanto sopravvive questo virus all’aria aperta e sulle varie superfici?

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio in vitro, pubblicato sul The New England Journal of Medicine di marzo 2020, gli autori hanno analizzato l’aerosol e la stabilità superficiale di SARS-CoV-2 (Covid19) confrontandolo con quelli di SARS-CoV-1, il più simile coronavirus umano correlato.

Gli autori hanno valutato la stabilità di HCoV19 (SARS-CoV-2) negli aerosol e su varie superfici e hanno stimato il suo tasso di decadimento usando un modello bayesiano di regressione.

Sono stati utilizzati dei ceppi in aerosol (<5 μm) contenenti HCoV19 (105,25 50% dose infettiva per coltura di tessuti [TCID50] per millilitro) e altri ceppi contenenti SARS-CoV-1 (106.75-7.00 TCID50 per millilitro) generati da una nebulizzatore Collison a tre getti.

Il conteggio virale è stato analizzato e registrato in cinque condizioni ambientali (aerosol, plastica, acciaio inossidabile, rame e cartone). Tutte le misurazioni sperimentali sono state eseguite in tre replicati.

Risultati
HCoV19 è rimasto presente negli aerosol per tutta la durata dell’esperimento
(3 ore), con una riduzione del titolo infettivo da 103,5 a 102,7 TCID50 per litro di aria. Questa riduzione è risultata simile a quella osservata con SARS-CoV-1, da 104,3 a 103,5 TCID50 per millilitro.

HCoV19 è risultato essere più stabile su superfici quali plastica e acciaio inossidabile rispetto a superfici quali rame e cartone.

Su plastica e acciaio inossidabile il virus è risultato vitale fino a 72 ore dopo l’applicazione su queste superfici, sebbene il titolo virale fosse notevolmente ridotto (da 103,7 a 100,6 TCID50 per millilitro dopo 72 ore su plastica e da 103,7 a 100,6 TCID50 per millilitro dopo 48 ore su acciaio inossidabile).

Sul rame, nessuna carica virale di HCoV19 è stata misurata dopo 4 ore e sul cartone nessuna carica virale di HCoV19 è stata misurata dopo 24 ore.

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio in vitro, che devono trovare conferma in altri lavori analoghi, si può concludere che il virus HCoV19 sopravvive in goccioline nell’aria fino a 3 ore e sulle superfici la sua durata dipende dal tipo di materiale. In un clima freddo e secco la sua sopravvivenza è maggiore, mentre al sole diretto la sua sopravvivenza diminuisce drasticamente.

Comunque, la carica virale su tutte le superfici indagate si dimezza dopo poche ore e non è detto che resti in grado di infettare.

Implicazioni cliniche
Ulteriori studi sono necessari circa la sopravvivenza di questo virus all’aria aperta e nei locali al chiuso. Sono necessari anche ulteriori studi per comprendere il motivo per cui la sopravvivenza del HCoV19 sia maggiore su certe superfici piuttosto che su altre.

Per approfondire
N. van Doremalen et al. Aerosol and surface stability of SARS-CoV-2 as compared with SARS-CoV-1. N Engl J Med March 17, 2020; DOI: 10.1056/NEJMc2004973.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Alcuni chiarimenti su triage, protezione degli occhi, sostituzione del camice, documentazione cliniche da redigere ed utilizzo della mascherine FFP2


Un vademecum indica le nuove procedure da adottare in studio ed i vari dispositivi da utilizzare nelle aree cliniche ed in quelle comuni


Attesa l’ordinanza del Ministro della Salute in vista della scadenza delle indicazioni sull’utilizzo delle mascherine. Attenzione alle indicazioni riportate sul DVR


Fino al 30 aprile l’accesso e la permanenza in studio da parte di pazienti e accompagnatori dovrà continuare ad avvenire con le mascherine 


Questi gli interventi per invertire la tendenza. A colloquio con la dott.ssa Angela Galeotti, Responsabile dell’Unità Operativa di Odontostomatologia dell’Ospedale Bambino...


Dallo studio si evince che il livello di contaminazione viene ridotto al basale entro 30 minuti e la maggior parte delle particelle con un diametro maggiore di 1 μm prodotte a...

di Lara Figini


In questo periodo di pandemia, a causa della natura a elevata trasmissibilità del virus SARS-CoV-2, gli operatori sanitari, tra cui i dentisti, hanno bisogno di misure solide...

di Lara Figini


Che gli aerosol siano una delle principali vie di trasmissione della sindrome respiratoria acuta da coronavirus 2 (SARS-CoV-2) ormai è consenso generale e ciò ha portato a...

di Lara Figini


Secondo uno studio, pubblicato nel numero di novembre del Journal of the American Dental Association, i collutori possono ridurre la carica virale di SARS-CoV-2 nella saliva. ...


In uno studio in vitro, pubblicato sul Journal of Oral Microbiology, gli autori hanno valutato l’efficienza dell’acqua ossigenata 0,5 vol%, inserita nei circuiti idrici di riuniti...

di Lara Figini


Altri Articoli

Musella (AIO): la questione centrale non è scegliere tra libera professione e aggregazione, ma comprendere quale identità professionale si intende preservare


L’obiettivo dichiarato resta quello di continuare a lavorare in modo condiviso per raggiungere nuovi traguardi e rafforzare ulteriormente il posizionamento di Federodontotecnica...


All’ALSS6 un igienista dentale per l’eventuale sostituzione con un contratto a tempo determinato. L’ASST di Melegnano e Martesana cerca un igienista dentale per contratto...


Una norma che semplifica burocraticamente la gestione degli incassi e dei pagamenti e va nella direzione di una gestione amministrativa dello studio sempre più elettronica


Disponibile il nuovo volume di Ezio Bruna, Andrea Fabianelli e Marco Corrias. Una guida metodologica dalla prima visita alla realizzazione finale del dispositivo protesico


Una ricerca ha messo a confronto i costi delle protesi totali realizzate con workflow digitali e quelli delle tecniche tradizionali in Svizzera, Stati Uniti, Giappone e Italia


Uno studio pubblicato su Dentistry Journal ha confrontato il modo in cui il caries risk management viene applicato nella pratica quotidiana in alcuni paesi europei 


Nel suo editoriale su Dental Cadmos, il direttore scientifico prof. Lorenzo Breschi propone una serie di riflessioni sulle tante direzioni che l’odontoiatria italiana sta...


L’ASL Salerno: L’obiettivo è garantire l’accesso alle cure odontoiatriche anche a chi, per condizioni economiche o logistiche, fatica a rivolgersi ai servizi tradizionali ...


Gli studi dentistici italiani hanno 300.000 euro nel gestionale, centinaia di vecchissimi pazienti già acquisiti aspettano che qualcuno li richiami. I consigli di DentalLead ...


Accedendo alla propria Area riservata sul sito ENPAM è possibile scaricare la Certificazione degli oneri deducibili e la Certificazione Unica


Su Dental Cadmos pubblicato un consensus con indicazioni e consigli sulla documentazione fotografica in medicina estetica odontoiatrica del viso


Lo SPID sta diventando a pagamento, l’alternativa, gratuita, si chiama Carta d’Identità Elettronica. Ecco come funziona e come attivarla


Senna: servono regole nuove per poter meglio tutelare i cittadini. Come CAO continuiamo a impegnarci per fare in modo che le STP siano l’unica forma societaria per esercitare...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi