HOME - Igiene e Prevenzione
 
 
28 Febbraio 2009

Malattia celiaca e manifestazioni intraorali

di R. Docimo, M. Costacurta, P. Maturo, L. Di Iorio, F.M. Paone


Il Morbo Celiaco è definibile come uno stato infiammatorio della mucosa del piccolo intestino, che si manifesta soprattutto a livello prossimale con alterazione dei villi intestinali in soggetti geneticamente predisposti in seguito all’assunzione di glutine nella dieta. Il modello eziopatogenetico proposto ipotizza che la gliadina, frazione prolamminica del glutine, superata la barriera intestinale, interagisca con una proteina extracellulare la transglutaminasi (tTG) e subisca una deaminazione ed una conversione dei residui di glutammina ad acidoglutammico.
I nuovi peptidi sono caratterizzati da una forte affinità per le molecole HLA-DQ2 e -DQ8 poste sulla superficie delle cellule presentanti l’antigene ai linfociti T-CD4+. L’attivazione linfocitaria porta alla selezione di anticorpi verso la gliadina e di autoanticorpi verso la tTG tessutale ed i complessi proteici tTG-gliadina, che innescano i meccanismi del danno tessutale immunomediato. L’interpretazione della malattia celiaca come patologia a forte componente autoimmune trova indiretta conferma nell’associazione con il diabete di tipo 1, la tiroidite autoimmune, la cirrosi biliare primitiva e la sindrome di Sjogren.
Un’altra ipotesi eziopatogenetica coinvolge una classe di ormoni definite zonuline che regolano la permeabilità degli epiteli e degli endoteli. Secondo tale modello una permanente ed elevata produzione di zonuline potrebbe determinare una completa disorganizzazione della complessa rete proteica che compone la zonula occludens (giunzioni serrate), tale da aumentare la permeabilità intestinale. Il quadro diagnostico istopatologico della malattia celiaca è stato descritto da Marsh e successivamente integrato da Oberhunber (Tab.1). In base alle caratteristiche istologiche, al quadro immunologico ed ai sintomi presenti al momento della diagnosi, il morbo celiaco può essere classificato in diverse forme cliniche: - forma classica; - forma atipica; - forma silente; - forma potenziale; - forma latente;



Articoli correlati

Introduzione. In questo articolo viene illustrato il caso di un paziente sottoposto a chemioterapia all’età di tre anni per un linfoma non-Hodking. I linfomi sono tra i tumori maligni più...


Obiettivi. Valutare l’associazione tra la malattia celiaca e alcune tra le più comuni patologie di interesse odontostomatologico.Materiali e metodi. Un’attenta revisione della letteratura...


Altri Articoli

Un sistema matematico che trasforma una richiesta iniziale in una risposta finale coerente ed efficacie nella chirurgia guidata


Approfondimento in occasione del terzo Simposio Internazionale sul trattamento dei tessuti molli parodontali e perimplantari a Firenze


Un fatto di cronaca consente di approfondire sul tema. I pareri dell’avvocato Giungato e del presidente CAO Guarnieri 


Una mozione chiede che possano esercitare sono le STP odontoiatriche con direttore sanitario, emendamenti puntano a introdurre sanzioni per la proprietà in tema di pubblicità 


Il finto dentista cinese operava in casa ed al posto del riunito utilizzava una sdraio da giardino 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi