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24 Maggio 2017

Riabilitazione di premolare superiore con pilastri XA

di Xavier Rodriguez Ciurana e Xevier Vela Nebot


Il caso presenta la riabilitazione di un premolare superiore interessato dal fallimento di un trattamento endodontico in una paziente donna di 37 anni, non fumatrice e con una buona igiene.

A seguito dell'analisi radiografica viene pianificata l'estrazione atraumatica del premolare con l'inserimento contestuale di un impianto Shelta. La riabilitazione immediata viene eseguita con un pilastro XA per protesi avvitata, su cui viene fissato un provvisorio realizzato in laboratorio secondo i principi dei profili di emergenza della tecnica B.O.P.T.

Il caso

Donna, 37 anni, non fumatrice, con una buona igiene, si presenta in studio con un fallimento del trattamento endodontico dell'elemento 1.4.

  • 1. Caso iniziale: il fallimento endodontico rende necessaria l’estrazione dell’elemento 1.4, operazione complicata dato che la parete vestibolare si presenta sottile

  • 1. Caso iniziale: il fallimento endodontico rende necessaria l’estrazione dell’elemento 1.4, operazione complicata dato che la parete vestibolare si presenta sottile

  • 1. Caso iniziale: il fallimento endodontico rende necessaria l’estrazione dell’elemento 1.4, operazione complicata dato che la parete vestibolare si presenta sottile

  • 2. Estrazione atraumatica del premolare 1.4 mantenendo integre tutte le pareti dell’alveolo

  • 3. Successivamente l’alveolo viene disepitelializzato

  • 3. Successivamente l’alveolo viene disepitelializzato

  • 4. Inserimento 1 mm sottocrestale dell’impianto Shelta SL diametro 4.25 e altezza 10.00 mm, secondo il protocollo XA

  • 5. Pilastri XA per protesi avvitata

  • 6. Inserimento del pilastro XA per protesi avvitata: visione occlusale e vestibolare

  • 6. Inserimento del pilastro XA per protesi avvitata: visione occlusale e vestibolare

  • 7. Secondo la tecnica B.O.P.T., il provvisorio viene realizzato leggendo il margine sottogengivale per mezzo di uno sgusciato preformato eseguito dal laboratorio e ribasato con resina REEF. Il margine verrà prima riempito e poi fresato per ottenere un profilo idoneo a guidare i tessuti molli

  • 7. Secondo la tecnica B.O.P.T., il provvisorio viene realizzato leggendo il margine sottogengivale per mezzo di uno sgusciato preformato eseguito dal laboratorio e ribasato con resina REEF. Il margine verrà prima riempito e poi fresato per ottenere un profilo idoneo a guidare i tessuti molli

  • 10. Follow-up a due mesi: nella visione occlusale si apprezzano i tessuti molli, molto vascolarizzati

  • 10. Follow-up a due mesi: nella visione occlusale si apprezzano i tessuti molli, molto vascolarizzati

  • 11. Scelta del colore più adeguato della protesi

  • 13. Finalizzazione della corona avvitata definitiva su modello con gengiva rimovibile

  • 13. Finalizzazione della corona avvitata definitiva su modello con gengiva rimovibile

  • 14. Visione mesiale e distale della corona definitiva: i profili di emergenza che la caratterizzano seguono i principi della tecnica B.O.P.T.

  • 14. Visione mesiale e distale della corona definitiva: i profili di emergenza che la caratterizzano seguono i principi della tecnica B.O.P.T.

  • 15. Protesi definitiva avvitata in bocca al paziente: visione occlusale e vestibolare

  • 15. Protesi definitiva avvitata in bocca al paziente: visione occlusale e vestibolare

  • 16. Follow-up a 6 mesi: è evidente una notevole migrazione coronale del margine gengivale e delle papille

  • 17. Radiografia di controllo. Dopo un anno il tessuto osseo perimplantare non mostra alcun tipo di riassorbimento

  • 18. Dettaglio della riabilitazione a 12 mesi. I tessuti si mantengono stabili, con un ottimo aspetto del margine gengivale e delle papille interprossimali

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