HOME - Implantologia
 
 
25 Novembre 2008

Impianti dentali: attenzione ai cloni

di Norberto Maccagno


Si è concluso il Forum sulla Qualità in Implantologia, promosso dalla Società Italiana di Implantologia Osteointegrata. I maggiori clinici e ricercatori, le associazioni dei consumatori e le aziende del settore, hanno fatto il punto sullo stato dell’arte della disciplina per approfondire i fattori che concorrono a garantire la qualità dei prodotti e delle prestazioni dei professionisti.
In Italia, con oltre 1.000.000 di impianti installati ogni anno, l’implantologia dentale è un fenomeno particolarmente in espansione. Ma dei 300 sistemi presenti sul mercato italiano, solo una decina sono certificati e approvati a livello mondiale, ossia che sottostanno ai controlli di produzione e hanno alle spalle test clinici sufficienti che ne garantiscano la piena sicurezza di utilizzo, senza il rischio di creare danni per la salute.
“L’implantologia osteointegrata è una procedura clinica invasiva, ad alto contenuto tecnologico, ove le caratteristiche del prodotto, oltre alla preparazione professionale dei professionisti, giocano un ruolo di primaria importanza”, spiega il professor Leonardo Trombelli, presidente della Sio e coordinatore del Forum. La scelta d’impianti di bassa qualità da parte degli odontoiatri è permessa da una legislazione che non obbliga a fornire dati di efficacia clinica.
L’obiettivo del Forum è proprio quello di far conoscere ai cittadini, ai professionisti e alle aziende produttrici, i concetti fondamentali dei tre aspetti della qualità: nei prodotti implantologici, nella ricerca in campo implantologico e nei requisiti tecnici e procedurali dell’operatività implantologica.
“La legislazione italiana sui dispositivi medici consente di mettere in commercio impianti che non hanno una solida validazione scientifica e che addirittura potrebbero non essere stati testati “in vivo” per un adeguato periodo di tempo”, dice il prof. Eugenio Romeo. Oggi il paziente non è in grado di sapere se il prodotto utilizzato dal proprio odontoiatra risponde o no a questi requisiti di qualità.
“A ciò si aggiungano i casi in cui aziende mettono in commercio impianti contraffatti privi di certificazione, che potrebbero non permettere il mantenimento a lungo termine della riabilitazione protesica - conclude il dottor Vaia - e anche essere potenzialmente dannosi per il paziente.”
Le conclusioni del Forum saranno ora raccolte in una pubblicazione che sarà distribuita a 35.000 studi odontoiatrici italiani e costituiranno il punto di partenza per fornire a pazienti e professionisti le indicazioni concrete necessarie per affermare un corretto concetto di qualità nelle prestazioni implantologiche.

Redazione

Articoli correlati

Nell’ultimo numero di The Angle Orthodontist è stata pubblicata una revisione sistematica sugli effetti dell’espansione rapida del mascellare (RME) sulle articolazioni temporo-mandibolari. La...

di Davide Elsido


Lesione fortemente invalidante che a seconda della natura può essere trattata. Queste le indicazioni ed i consigli del prof. Biglioli


Nel CdA gli odontoiatri Claudio Capra (Vicepresidente), Luigi Daleffe Coordinatore del processo di attuazione della politica di investimento e Stefano Mirenghi


Premiato il rigore scientifico, la volontà nel perseguire l’eccellenza divulgativa e l’entusiasmo che caratterizzano il lavoro di tutto il Consiglio Direttivo della SIOI


Altri Articoli

Una ricerca su JADA è lo spunto per le considerazioni del prof. Gagliani nella sua Agorà del Lunedì. L’argomento è la comunicazione della prevenzione, ma anche il valore delle revisioni...

di Massimo Gagliani


L'EFP lancia una nuova campagna internazionale per spiegare la relazione tra malattie cardiovascolari e salute delle gengive sulla base delle più recenti prove scientifiche e del contributo...


Troppo incerta la situazione, UNIDI decide di annullare l’appuntamento di novembre e rimandare a maggio 2021


Confermata l’esclusione per gli studi associati che, ora, dovranno restituire quanto ricevuto, ma senza subire sanzioni


Le paure verso una nuova pandemia porta a ripensare gli approcci comunicativi e le azioni organizzative. Queste le frasi da non dire e quelle da dire per trasmettere “sicurezza” al paziente

di Davis Cussotto


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Speciale in Evidenza


 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

I u201ctrucchiu201d per convivere con il rischio Covid in studio